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06 febbraio 2016

Sarri: "Pericolo Carpi, ci vuole attenzione. Guardiola, che onore"

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Maurizio Sarri allenatore del Napoli che non perde da 7 giornate consecutive (Getty)

Non vuole parlare della Juventus ma solo della partita con gli emiliani: "Sono in forma". Ringrazia il tecnico spagnolo e racconta del perché ci sono allenatori che arrivano tardi alla ribalta della Serie A: "Per chi parte dalla Promozione la strada è lunga"

"L'atteggiamento da tenere contro il Carpi deve essere quello avuto con l'Empoli, altrimenti rischiamo di romperci l'osso del collo". Maurizio Sarri valuta in conferenza stampa la partita di domani contro gli emiliani una gara che nasconde "enormi rischi". "Il Carpi - dice l'allenatore dei partenopei - è una delle squadre più in forma del campionato e sta giocando a buoni livelli. Se non ci esprimiamo come sappiamo, possiamo passare guai seri. Spero che la mente dei calciatori sia rivolta al Carpi. La partita è più complicata di quanto dica la classifica". Sarri poi sgombra ogni dubbio sulla presenza in campo domenica pomeriggio di Koulibaly, provato per i cori razzisti nei suoi confronti da parte dei tifosi della Lazio: "I compagni gli sono stati molto vicini e ha rapidamente assorbito il tutto". Ed aggiunge che è sereno e, considerate anche le sue caratteristiche, giocherà sicuramente contro il Carpi.
 

La sfida più attesa è sicuramente lo scontro diretto con la Juventus di sabato 13 febbraio, ma Sarri non intende commenatre le dichiarazioni di Massimiliano Allegri, secondo cui "ognuno deve guardare in casa propria". L'allenatore del Napoli si limita a precisare: "Non replico". Al contrario commenta l'affermazione di Pep Guardiola, che si sarebbe chiesto 'perchè si parla della Juve e non del Napoli'.  "Non ho sentito questa dichiarazione di Guardiola - dice Sarri - comunque mi fa piacere che ne abbia parlato. Se ne parla lui è già tanta roba".  

 

 Sarri ha anche risposto alla domanda sul perchè due tecnici come lui e Castori sono arrivati tardi in serie A. "Perchè partono da lontano e si mettono la tuta - ha sottolineato -  non è che se uno parte dalla Promozione può arrivare a 40 anni in serie A. Il percorso è lunghissimo".

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