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20 gennaio 2009

Si può dire? L'avevamo previsto. Ma il Milan non è sincero

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PAOLO PAGANI, guardando al felice epilogo della vicenda Kakà (un fenomeno che resta è sempre una gran bella notizia): 1) ricorda che SKY.it l'aveva previsto; 2) che il Milan l'aveva venduto, altro che balle...

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di PAOLO PAGANI

"Figlio mio, fai secondo la tua coscienza". Don Bosco (Leite), più flautato di un salesiano di professione, ha dunque levato il disturbo, consentendo al figliuolo di decidere per sè. "Secondo il cuore", come ha cinguettato Silvio Berlusconi a SKY Sport 24. Intanto, possiamo consentirci di ricordare che noi l'avevamo detto? ("Scommettiamo che Kakà alla fin fine non si muove da dov'è? Se il parere di Kakà è decisivo, lui dirà no"... "Don Bosco Leite, il religioso papà senza cui voglia non si muove foglia, abbozzerràabbiamo scritto su SKY.it il 18 gennaio).

Sbrigata questa formalità, occorre precisare una cosa, una sola a futura memoria. Il Cavaliere è uomo di comunicazione e si sa da sempre. Ma quando dice, ad usum delle masse, che il Milan voleva solo consentire a un ragazzo giovane di scegliere se incrementare o no il suo patrimonio, davanti alla sontuosa offerta del Manchester City; quando ci vuole insomma convincere, a babbo morto e cioè a sospiro di sollievo tirato da parte dei tifosi tutti rossoneri e della tutela del calcio italico, che il Milan non aveva affatto venduto Kakà alle condizioni dello sceicco Caravanpetrol, beh, non ce la dice mica tutta.

Se Kakà resta a Milanello, par di capire e vediamo di non scordarlo, il merito è tutto e solo di Kakà. La cui firma non è mai stata posta in calce a un accordo che, viceversa e magari obtorto collo, l'A.C. Milan e il City avevano eccome trovato e siglato e formalizzato e chiuso. Scrivevamo, noi di SKY.it: "... E per questo Kakà, fatta la splendida figura di rifiutare il Manchester City, a giugno saluterà sul serio e prenderà la strada di Madrid...". Chissà. L'assalto ispanico è ovviamente già ripreso. Ma questo è il meno. Può essere che Kakà, certo cristianamente commosso ma forse anche condizionato dall'affetto strabordante espresso nelle piazze dal popolo rossonero, rifiuti sino al 2013 (data di scadenza del suo contratto "indicizzato" da 9 milioni di dobloni netti l'anno) di fare fagotto. Ma può darsi anche di no. Festeggiato il Natale, di solito, arriva la quaresima. Alla prossima.

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