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02 luglio 2009

Uefa, tetto ai salari e limiti ai budget di mercato

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Michel Platini considera assurde le cifre spese da Florentino Perez per il nuovo Real Madrid

Dopo le parole di Michel Platini, imbarazzato dalle cifre spese dal Real Madrid nel mercato, il massimo organismo continentale del calcio ha detto sì al tetto sugli ingaggi e al limite di spesa per i club nell'acquisto di calciatori

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CONTRO LA CRISI - Una svolta storica, una direzione presa decisamente contro la crisi economica mondiale. L'Uefa ha messo un freno al calciomercato le cui cifre, a causa soprattutto della disponibilità delle società spagnole ed inglesi, sono diventate folli. L'esecutivo del massimo organismo del calcio ha detto sì al salary cap e al limite di spesa per il mercato.  Al termine di una riunione a Vilnius, in Lituania, l'esecutivo Uefa ha ribadito, indicando come obiettivo "un calcio più giusto e trasparente", l'importanza del "principio chiave di un calcio che ricompensi quelle società che vivono con i propri mezzi". La presa di posizione dell'esecutivo, che ha indicato la necessità di "ridurre le spese dei club", arriva a poche ore dalle critiche rivolte da Platini al faraonico mercato del Real Madrid, che in meno di un mese ha speso circa 220 milioni di euro per quattro nuovi acquisti.

LE PAROLE DI PLATINI -
"Cifre che fanno pensare, mi imbarazzano. E' il momento di stabilire delle regole". Non piace a Michel Platini la piega che il Real Madrid ha imposto al calciomercato. "Il trasferimento di Ronaldo mi fa pensare - ha detto il presidente Uefa a L'Equipe - a livello personale non capisco come si possano spendere 90 milioni di euro per un giocatore. Queste cifre m'imbarazzano, ma io mi ricordo anche del trasferimento di Maradona dal Barcellona al Napoli per una cifra equivalente a 6,5 milioni di euro e già allora lo trovai indecente. Penso che qualcosa di sbagliato c'è, ma se i club hanno i soldi cosa posso farci? Faremo qualcosa ma ci vorrà un po' di tempo. Forse due o tre anni. Voglio stabilire delle regole".

CONTRO IL RAZZISMO - Gli arbitri dovranno sospendere provvisoriamente o definitivamente una partita in caso di episodi di  razzismo nello stadio. I direttori di gara dovranno applicare la norma numero 5 del Regolamento del calcio che consente all'arbitro di interrompere, sospendere o abbandonare la gara a causa di interferenze esterne. Il primo provvedimento, in caso di comportamenti razzisti, sarà la sospensione del match. Se gli annunci del caso non produrranno effetti positivi, l'arbitro dovrà attendere per un "periodo ragionevole" di 5-10 minuti e chiedere alle squadre di rientrare negli spogliatoi. Se ulteriori comunicazioni al pubblico si riveleranno inutili, la definitiva interruzione della gara sarà la misura estrema da adottare.

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