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12 luglio 2009

Nessuno vuole il City, anche Eto'o dice no allo sceicco

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Samuel Eto'o è al Barça dalla stagione 2004

Non sono bastati centodieci milioni di euro per Kakà, quarantasei per John Terry e trenta per Samuel Eto'o: il Manchester City è la prova vivente che i soldi non fanno la felicità, neanche nel calcio. Ma lo sceicco non si arrende: ora punta su Tevez...

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Non sono bastati centodieci milioni di euro per Kakà, quarantasei per John Terry e trenta per Samuel Eto'o: il Manchester City è la prova vivente che i soldi non fanno la felicità, neanche nel calcio. O almeno, non subito: perché ai predecessori del City nella scalata al vertice, gli "altri" blues, quelli del Chelsea, ci vollero ben otto anni e tutti gli ori di Abramovich per sfondare: all'inizio il russo fu costretto a svenarsi per convincere gli atleti, anche quelli non irresistibili - da ricordare gli oltre venti milioni di euro per la meteora Wright Phillips. Così quando qualche settimana fa il suo collega arabo, Sheikh Mansur, gli ha presentato l'offerta indecente per portare capitan Terry al City, Abramovich ha voluto impartirgli una bella lezione: che i grandi progetti non durano un giorno.

Lo avevano forse intuito - o almeno sperato - i più celebri tifosi del club, gli Oasis, cantando "Masterplan" - che significa grande progetto, guardacaso - alle porte del City of Manchester stadium. Altra sinistra coincidenza: la partita è contro il Newcastle, squadra ambiziosa e... retrocessa. La canzone è triste, e la tristezza ci sta perché non solo i campioni non fanno la fila per giocare nel City: adesso provano anche a prendere il signor Mansur per il collo. Come Sami Eto'o, che ieri ha chiesto dieci milioni di euro all'anno più quindici di "una tantum" all'arrivo, riuscendo a farsi dire di no anche dalla cordata di emiri più ricca nella storia del calcio. Come aveva fatto Cristiano Ronaldo l'estate scorsa, quando il City aveva messo sul piatto centocinquanta milioni, di fronte ai quali anche i novantaquattro di Florentino Perez diventano spiccioli. Sulla sponda sbagliata della città c'è chi invece ha accettato e adesso piange, come Robinho che al City c'è andato un anno fa. E sperava che Ronaldo, Eto'o e Terry lo raggiungessero, continua a sperare almeno in Tevez, ma per ora si ritrova Roque Santa Cruz. Chiusa la folle impresa per Eto'o, il City ha annunciato di voler seguire altre strade. Comunque vada, il pedaggio si preannuncia salato.

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