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27 dicembre 2009

Pandev-Inter, è quasi fatta. Ma il Liverpool ci prova

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Goran Pandev è sempre più vicino all'Inter: lunedì la firma del contratto

L'attaccante, che si è liberato dalla Lazio dopo la sentenza del collegio arbitrale, dovrebbe firmare per 5 anni (3 mln a stagione). Lettera ai tifosi: "Non doveva finire così". E in Inghilterra spunta la pista Reds. TUTTO IL CALCIOMERCATO SU SKY.IT

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Goran Pandev indosserà la maglia dell'Inter. Secondo il quotidiano macedone "Vest" manca solo la firma sul contratto che arriverà lunedì dopo le visite mediche, ma il tutto verrà ufficializzato soltanto il 2 gennaio alla riapertura del mercato. Per l'attaccante, che mercoledì scorso si è liberato dalla Lazio dopo la sentenza del collegio arbitrale, è pronto un quinquennale da 3 milioni a stagione. Per Pandev, 26 anni, si tratta di un ritorno all'Inter. Proprio il club nerazzurro lo portà in Italia nel 2001 (nessuna presenza), poi le esperienze in prestito con Spezia (C1) e Ancona (A), quindi, nel 2004, l'arrivo alla Lazio che lo acquista a titolo definitivo nel 2006. In biancoceleste Pandev gioca 5 campionati, vince una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, anche se, ormai in rotta con la società, non scese in campo nella finale di Pechino che i suoi compagni vinsero per 2-1 proprio contro l'Inter.

Dunque Pandev preferisce restare in Italia, ma il Liverpool non molla. Secondo quanto riporta il domenicale inglese "People", infatti, proprio ieri i Reds di Rafa Benitez, protagonisti fin qui di una stagione disastrosa, hanno fatto un tentativo per convincere l'attaccante macedone, appena svincolatosi dalla Lazio dopo una lunga diatriba, a raggiungere Anfield Road a partire da gennaio. Per far spazio a Pandev, si legge, Benitez è pronto a sacrificare Ryan Babel, poco utilizzato e voglioso di andar via.

Intanto Pandev ha scritto una lettera d'addio ai tifosi della Lazio. Missiva pubblicata sul quotidiano 'Il Messaggero'. "Peccato per com'è andata - dice il macedone - Non doveva finire così".

LA LETTERA DI PANDEV PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO 'IL MESSAGGERO'

"Il Messaggero mi dà l’opportunità di salutare i tifosi della Lazio e i tanti amici romani di oltre 5 anni passati qui. Gli ultimi mesi mi hanno insegnato quanto sono brutti la bugia, l’ipocrisia, l’opportunismo di cui è pieno il mondo del calcio e non solo. Non voglio usare parole dolci e false proprio adesso, nel momento in cui vado via. Voglio essere sincero come lo sono stato dal primo giorno a Formello.

Quello che dico può non piacere. Dal 2010 sarò un avversario, esulterò, abbraccerò compagni con una maglia diversa da quella biancoceleste. E cercherò di essere di nuovo felice come lo sono stato nei primi quattro anni in questa città che mi ha adottato che ero ancora un ragazzino. Non è facile da accettare anche per quegli amici e quei tifosi che, malgrado tutto, hanno continuato a incoraggiarmi quando mi incontravano per strada. Le nostre strade adesso si dividono, divento un avversario.

Ho sempre dato e fatto di tutto per far vincere la Lazio assecondano i desideri del presidente ogni volta che me lo ha chiesto, quelli dell’allenatore, dei medici e dei compagni. Ho giocato stirato e infiltrato pure la finale di Coppa Italia sapendo che l’avventura si stava per concludere. L’ho fatto convinto,con entusiasmo perché la Lazio era diventata la mia casa.

Adesso proverò a farlo di nuovo ma con una nuova maglia e in una città che non potrà essere Roma. Tante volte in questi anni ho pensato di restare alla Lazio per sempre. Non è stato possibile, succede nel calcio. Il perché lo sapete. Mi dispiace però dovermene andare in questo modo. Non è bello, non è nel mio modo di essere. A me piace battere i difensori e i portieri sul campo, non vincere le cause in tribunale. Che c’entro io con gli avvocati?

Ecco allora che nel momento della soddisfazione per la vittoria di una battaglia dura che mi concede di tornare a giocare avverto anche l’amarezza per un epilogo che non mi piace. No, non doveva finire così. Arrivederci Roma e Buon Anno Lazio”.


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