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05 gennaio 2010

Lazio, parla Ballardini: "Kolarov? Nessuno è insostituibile"

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Aleksandar Kolarov, serbo classe 1985: il suo mancino esplosivo è ambitissimo

Il tecnico biancoceleste non fa drammi di fronte all'eventualità di una cessione dell'esterno serbo corteggiato dall'Inter: "Non ci sono calciatori insostituibili". "Pandev? Alla Lazio il giocatore è stato sempre rispettato"

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Premesso che Kolarov è un grandissimo giocatore e merita di stare in qualsiasi altra squadra al mondo, non ci sono calciatori insostituibili". L'allenatore della Lazio Davide Ballardini ha risposto così a chi gli chiedeva, durante la conferenza stampa di oggi a Formello, un parere sulla possibile partenza del serbo. Ma Kolarov è o no sul mercato? "Questo non bisogna chiederlo a me, ma alla società - è stata la risposta di Ballardini. "Io fornisco un mio parere ma non sono io a decidere".

Il tecnico ha poi voluto fare chiarezza sulla situazione del parco attaccanti: Rocchi e Cruz se ne andranno? "Nella rosa abbiamo anche Makinwa, Inzaghi, Zarate, Foggia e altri - ha spiegato Ballardini. "Sono troppi". E a proposito di Cruz ha precisato che "deve convivere con questo fastidio che ha all'adduttore, e quando è venuto da noi ci ha detto che a questa età deve convivere con questo fastidio. Gli anni passano per tutti".

Dura la considerazione sulle affermazioni fatte da Pandev, che aveva criticato proprio Ballardini per le dichiarazioni dell'allenatore davanti al collegio arbitrale della lega. "Non le ho lette, ma si deve essere chiari - ha detto Ballardini. "Il ragazzo non aveva più voglia di rimanere alla Lazio e prima lui si liberava della Lazio e prima iniziava a guadagnare cifre più importanti da un'altra parte. Poi, non credo sia giusto dire che per 4 mesi è stato messo in una gabbia senza assistenza medica. Cerchiamo di essere chiari ed onesti".

"Ci sta anche uno voglia andar via o voglia andare a guadagnare da un'altra parte - ha aggiunto - ma non ci sta che dica che sia stato messo in una gabbia senza assistenza medica. Il giocatore è stato sempre rispettato, ma soprattutto si devono rispettare i ruoli e le persone più anziane. Io in aula ho solo detto che il giocatore si allenava con la squadra per tutta la settimana fino alla vigilia della partita. Probabilmente chi dice cose non sempre vere è perché ha degli interessi particolari, mancando di etica e professionalità".

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