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09 giugno 2010

Pato: "Al Milan? Presto per dirlo". Il procuratore: resterà

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Pato, in Sudafrica per un progetto di un suo sponsor, gela i tifosi rossoneri: "E' presto per dire se resto al Milan"

Il brasiliano, in Sudafrica per un progetto del suo sponsor, mette in ansia i tifosi rossoneri: "Non sto seguendo il mercato, non voglio parlarne prima del 20 luglio". Nonostante le rassicurazioni di via Turati, il Chelsea di Ancelotti è sempre in agguato

"Pato ha un contratto con il Milan fino al 2014 e intende rispettarlo. Ha solo detto che non è il momento di parlare di mercato visto che si trova in Sudafrica per un'iniziativa di beneficenza": è quanto ha fatto sapere attraverso il Milan Gilmar Veloz, procuratore dell'attaccante brasiliano.

L'intervento segue le parole pronunciate in giornata dal papero rossonero: "Adesso è presto per dire se resto al Milan. Di queste cose voglio parlare solo dopo il 20 luglio, della mia squadra non sto seguendo neppure il mercato. Sono venuto un Sudafrica per questo progetto benefico del mio sponsor e per tifare Brasile suonando la mia vuvuzela".

Lo aveva detto Alexandre Pato, uno dei grandi esclusi della nazionale brasiliana, a margine di un evento del suo sponsor, la Nike, che ha donato quattro campi di calcio, due in erba e due in Astroturf, alla comunità di Soweto, che li utilizzerà per far svolgere attività a più di ventimila bambini della mega-township nera di Johannesburg.

Poche parole che tuttavia hanno messo ansia ai tifosi rossoneri: nonostante le rassicurazioni di Galliani, che non perde occasione per confermare l'incedibilità di Pato, è noto l'interesse del Chelsea e di Carlo Ancelotti nei confronti del brasiliano, tanto che alcune settimane fa la stampa inglese aveva parlato di un'offerta di 40 milioni per il giocatore da parte del club londinese.

"Anche se Dunga non mi ha chiamato - ha detto Pato - sono felice di essere in Sudafrica, perché sono venuto per questa iniziativa. Questi campi di calcio faranno divertire e leveranno dalla strada tantissimi bambini". Intanto fuori dall'impianto Nike, che dopo i Mondiali passerà in gestione alla comunità di Soweto e alla federcalcio sudafricana, si è svolto un corteo del countdown del mondiale, al quale hanno preso parte gruppi di centinaia di abitanti della township, che sventolavano bandiere e suonavano le immancabili vuvuzela. Anche a Soweto, quindi, l'entusiasmo per l'imminente inizio di Sudafrica 2010 è alle stelle.

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