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27 luglio 2010

Moratti e la sua nuova Inter: Balotelli non è indispensabile

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Mario Balotelli e Massimo Moratti

Il presidente nerazzurro ha parlato in esclusiva per la trasmissione di Sky "Speciale Calciomercato" di tutti i temi di mercato: "Se Mario verrà ceduto non è detto sia una sconfitta. Coutinho è un'altra scommessa e bisogna avere un occhio per il bilancio"

IL TABELLONE: SERIE A, TUTTE LE TRATTATIVE

Il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha parlato ai microfoni di Sky in esclusiva nella trasmissione "Speciale Calciomercato. L’intervista integrale al Presidente dell’Inter verrà trasmessa domani, mercoledì 28 luglio, in occasione della serata-evento di presentazione del calendario di Serie A (ore 20.30, Sky Sport 1 HD).

Su Mario Balotelli: è una sconfitta per Moratti?

Perché una sconfitta di Moratti? Può anche essere, non lo so, vedremo se sarà una sconfitta, lo considerino come vogliono. C’è Coutinho che è un altro giovane, la scomessa continua. Su Balotelli hanno ragione tutti, è un talento che, per conto mio, non si è ancora espresso al 100%, ma questo talento, in questo momento, non è sembrato così indispensabile all’interno della realizzazione della squadra. Abbiamo delle offerte importanti, degli obiettivi di carattere economico, quindi il sacrifico lo fai con il giocatore che gli altri ti chiedono, non con quello che cerchi di vendere e nessuno vuole. Balotelli rimane un grande talento, ma per noi è quasi un obbligo uscire in questa maniera.

Che tipo di rapporto aveva con lui?
Con lui avevo un rapporto decisamente buono, poi non so cosa dirà lui.

Quanto avrà inciso il rapporto non buono con l’ambiente?
Certamente avrà inciso. Non si è trovato benissimo e anche gli altri in certi momenti, ma le vittorie hanno fatto sì che tutto si perdoni, anche perché c’era la stima nei confronti del professionista che gioca bene. Ciò non toglie che questo abbia influito nel sentirlo un po’ meno parte di un pezzo unico.

Pensa sia opportuno andare su una star assoluta o su un giocatore di rendimento come Kuyt che si adopera e che rende?
Dobbiamo ripartire con quello che abbiamo, un gruppo che ha fatto bene. C’è un allenatore diverso, che ha magari visioni leggermente diverse dal precedente, ma che cerca di preservare il buono. Da lì si riparte, dalle vere necessità che può avere questa squadra, poi ti puoi consentire lo sfizio del giovane. Non devi cercare la stella ma un giocatore funzionale, l’orologio deve girare così.

Su Benitez.
Era fra gli allenatori quello che aveva un’esperienza internazionale di un certo tipo, di lui mi avevano parlato molto bene e siamo andati diretti su di lui. Abbiamo anche valutato delle alternative, perché la scelta era difficile. Benitez è molto professionale, lavora moltissimo, ha degli schemi di lavoro simili a Mourinho, di studiarsi la partita, l’avversario. E ’garanzia di serietà e, spero, di buoni risultati. Umanamente è educato, cortese, affabile, non pressante, anche quando si parla di acquisti. Mourinho lo è stato solo per Quaresma, poi non è andata bene e si è ritirato un po’ in seguito. Ho sempre cercato di accontentare tutti, ma questo ha portato alla dispendiosità di cui si parlava. Non volevo uno che imitasse Mourinho o si mettesse in concorrenza con lui da un punto di vista caratteriale, anche perché sarebbe stata dura. Benitez è totalmente diverso dal punto di vista caratteriale.

E Capello?

E’ stata un’ipotesi reale che è durata due giorni e mezzo, il tempo di un week end, saltata il lunedì, non è stato in concorrenza con Benitez, è stato qualcosa di realizzabile, ma che poi non era in realtà realizzabile. Lì non ho toccato niente, è arrivata una domanda che si è ritirata da sola.

Mourinho logora chi alla lunga ce l’ha?

No, non credo questo, il risultato te lo porta e poi è divertente vivere così al limite, non è una cosa negativa, a me non ha logorato per niente. Mourinho aveva un impatto aggressivo, anche Herrera si divertiva molto, ma i tempi erano diversi anche nella risposta dei media.

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