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06 dicembre 2010

Lamela tenta il Milan: Braida avvistato in Argentina

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Il River Plate ripone in Erik Lamela, detto “Coco”, le proprie speranze sportive ed economiche. Classe 1992, per un soffio non si è aggiunto alla cantera blaugrana. Oggi lo seguono i rossoneri, ma in Argentina lo valutano già 20 milioni. IL VIDEO

di EMILIANO GUANELLA
da Buenos Aires

La sua poteva essere un’altra storia d’emigrazione alla Lionel Messi e invece si prepara ad essere, se non adesso sicuramente fra qualche mese, uno dei protagonisti del calciomercato. Si tratta di Erik Manuel Lamela, per gli amici e i compagni di squadra più semplicemente “Coco”, classe 1992: su di lui sono riposte le speranze sportive, ma a questo punto anche economiche del glorioso, anche se alquanto decaduto negli ultimi tempi, Club Atletico River Plate. Trequartista offensivo, un numero 9 classico nella tradizione fubtolera argentina, Erik ha un piede sinistro vellutato e una gran senso della posizione che fa gola a diverse squadre europee. Si è interessato molto anche il Milan, al punto che il direttore sportivo Ariedo Braida si è spinto fino a Santa Fe per vederlo giocare nella partita che il River ha vinto sabato scorso 2 a 1 contro il Colon. Erik ha colto l’occasione per segnare il suo primo gol nella massimo campionato.

Lamela viene dalle divisioni giovanili del River, le stesse che negli anni Novanta hanno infarcito il mondo di campioni del calibro di Pablito Aimar, Saviola, Hernan Crespo. Per un soffio, non è diventato un attaccante blaugrana. Nel 2004, quando Erik aveva appena 12 anni al padre Josè arrivo la proposta degli emissari del Barcellona; un buon contratto, scuola, casa e trasferimento per tutta la famiglia in Catalunya. All’orizzonte anche la possibilità di un interessamento della federazione spagnola che si sarebbe occupata delle carte per la doppia cittadinanza. I Lamela ci pensano seriamente, sono sul punto di seguire le orme di Lionel Messi, prelevato giovanissimo dalla scuola calcio del Newell’s Old Boys di Rosario, dopo che proprio il River Plate lo aveva rifiutato per i problemi di salute legati ad un difetto della crescita. Il caso finisce anche sui giornali argentini, lo smacco per lo scippo della "Pulga", la pulce magica che sta già facendo innamorare con i suoi tocchi il pubblico catalano, è ancora vivo. Forse per questo i dirigenti del River capiscono che devono intervenire rapidamente, fanno una controfferta alla famiglia promettendo il massimo impegno del club per seguire il giovane Erik fino al debutto con la prima squadra. Così è stato, bruciando le tappe Lamela si fa notare negli juniores, fino ad esordire a soli 17 anni in questo campionato con il tecnico Angel Cappa, lo stesso che formò il talento di Javier Pastore nell’Huracan dei miracoli che per un soffio non vinse l’Apertura 2009.



C’è spazio pure per una polemica con un grande “vecchio” del campionato argentino, Juan Sebastian Veron, oggi capolista con il suo Estudiantes quando mancano appena due giornate alla fine del campionato. Dopo una partita con il Godoy Cruz di Mendoza Lamela si lamentò per i moltissimi falli subiti dai ruvidi difensori avvversari e alla fine della gara si fa fotografare la botta presa sul polpaccio, che finisce in prima pagina sui giornali sportivi il giorno dopo. In campo l’arbitro lo avrebbe intimato a non far vedere il sangue dalla ferita perché altrimenti avrebbe dovuto farlo uscire dal campo. “Roba da femminucce – è il commento sprezzante della ”Brujita” – Lamela è giovane, con il tempo capirà che queste cose nel calcio non si fanno. I calci si prendono e si danno, non bisogna piangere”.

Il ragazzino, però, è cresciuto e spera di essere ancora titolare domenica prossima quando il suo River ospiterà proprio in casa l’Estudiantes. Veron non sarà della partita, Erik sogna di segnare il primo gol nel suo amatissimo Monumental. Anche se ha detto che vuole continuare a giocare in Argentina per qualche anno, è probabile che sul suo nome i dirigenti del River, ad iniziare dal presidente, il Daniel Passarella, stiano già contando per rimpinguare le poverissime casse del club. L’anno scorso appena insediato come presidente il “Kaiser” ha pensato bene di assicurarselo con un contratto di 4 anni con rescissione da 20 milioni di dollari. Il Milan avrebbe offerto per lui dodici milioni di euro, per gli argentini Erik ne vale almeno venti. Sembra proprio questione di tempo: un piccolo gioiello è pronto a spiccare il volo.

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