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24 dicembre 2010

Ora è ufficiale, Leonardo è il nuovo allenatore dell'Inter

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L'ex bandiera milanista prende così il posto dello spagnolo Rafa Benitez. Firmato il contratto che lo legherà al club nerazzurro fino al 30 giugno 2012

Adiós Benitez. Moratti: inevitabile. L'Inter a Leonardo

Leonardo è il nuovo allenatore dell'Inter - Dopo la parentesi di Rafa Benitez, ecco che l'Inter accoglie in panchina un nuovo volto da copertina. E' quello di Leonardo Nascimento de Araujo, o semplicemente Leonardo, che ha trascorso 13 dei suoi 41 anni sulla sponda 'nemica' del Milan.
Il brasiliano è infatti ufficialmente il nuovo allenatore del club nerazzurro. L'accordo firmato lo legherà al club fino al 30 giugno 2012.
"Tutta l'Inter - si legge nella nota ufficiale della società - dà il benvenuto al nuovo allenatore. Sarà lui, 41 anni, a guidare la squadra campione del mondo e d'Europa a partire dal 29 dicembre, giorno della ripresa degli allenamenti al centro sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile. Nei prossimi giorni sarà comunicata la data della presentazione ufficiale".
"A Leonardo - conclude il comunicato dell'Inter - il più sincero e grande in bocca al lupo, convinti che saprà mettere la sua classe, la sua esperienza di campionissimo e la sua mentalità a disposizione della società e della squadra per ottenere insieme i risultati che tutta l'Inter e tutti gli interisti vogliono ancora".

Fantasia e diplomazia - Faccia da bravo ragazzo, con i suoi modi eleganti, il brasiliano ha un 'appeal' che può almeno competere con Josè Mourinho. Ha praticamente ha saltato la gavetta: deroga grazie al Mondiale vinto con la Selecao nel 1994 e subito un incarico prestigioso, prima di prendere il patentino.   
Gli è capitato di perdere la voce alle prime partite, di esitare su qualche sostituzione. Ma è sempre apparso in controllo. Anche nel doloroso divorzio, causa "incompatibilità" con il "narciso" presidente Silvio Berlusconi, che lo considerava "un testone".
Questa indipendenza intellettuale ha fatto breccia in Moratti, che da anni lo stima e ammira, Leonardo ha declinato un'offerta in estate, aveva bisogno di smaltire lo stress accumulato. Ora è il momento giusto: torna a vivere e lavorare a Milano, dove ha una casa e una compagna. 

Storia di un campione - Stella dai buoni sentimenti, Leonardo esordisce in patria a 18 anni e prima di arrivare al Milan nel 1997 gioca nel Flamengo, nel San Paolo (batte i rossoneri nell' Intercontinentale del 1993), al Valencia, in Giappone e al Paris Saint-Germain. Dove va impara la lingua (ne parla quindi cinque) e, tranne che in Spagna, vince: in rossonero uno scudetto e una Coppa Italia, fra lampi di classe e infortuni.  
Quando appende le scarpe al chiodo, il Milan non si lascia scappare un grande conoscitore di calcio con il talento nelle pubbliche relazioni. Diventa dirigente, responsabile di Fondazione Milan; ma anche consulente di mercato (grazie a lui arrivano Kakà, Pato e Thiago Silva) e diplomatico, con la missione di appianare divergenze con la Federcalcio brasiliana.

Come tecnico Leonardo si ispira a Telé Santana, ct del Brasile '82. Al Milan ha puntato sul '4-2-e fantasia', modulo sbilanciato in avanti ma funzionale finché Nesta e Pato non si sono infortunati. Predilige una preparazione atletica 'alla Mourinho', con il pallone, e si considera "un gestore". Refrattario alla polemica ("si possano dare bastonate senza alzare la voce: così Gandhi ha liberato l'India"). Su insegnamento di genitori ed allenatori, crede nella "strategia dell'amore e degli abbracci". 

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