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23 aprile 2011

Lippi: "Il mio futuro? Al 100% all'estero. Anzi, diciamo 98"

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Marcello Lippi e Massimiliano Allegri, toscani doc

L'ex ct della nazionale risponde, dopo diversi mesi, a Claudio Ranieri: "Vedeva ombre dove non c'erano. Anzi, fui io che lo consigliai alla Juve". Sulle voci che l'hanno accostato al Milan: "Con Galliani abbiamo parlato ma non si è fatto nulla". IL VIDEO

"Io alla Roma? Pura fantasia, anzi ne approfitto per rispondere a Ranieri". Marcello Lippi, in una lunga intervista concessa a Sky Sport, smentisce le voci che in passato lo hanno avvicinato al club giallorosso e risponde, dopo diversi mesi, a Claudio Ranieri, ex tecnico della Roma ai tempi in cui si parlava dell'ex ct azzurro come suo possibile successore. "Non gli ho mai risposto e non c'era niente da rispondere. Lui era impegnato a lavorare con la Roma, con tanti problemi, ma anche con grandi soddisfazioni. Vedeva ombre dove non c'erano - spiega Lippi -, perché io non ho mai sentito mezza parola di una persona della Roma e, dirò di più, io più volte avevo detto di no alla Roma, ma non alla Roma perché Roma. Perché Roma è una città fantastica, una società fantastica, una tifoseria fantastica e una squadra fantastica, ma io avevo già deciso e avevo detto 50.000 volte che a Roma non ci sarei mai stato. Invece lui accostò i fantasmi di Roma a quelli di Torino e non sapeva neanche nulla di Torino, perché io è vero che ero vicino alla Juventus, ma non certo come allenatore, era tutt'altro ruolo quello che ritornando avrei occupato, perciò neanche mezza parola con la Roma".

Con Ranieri non c'è mai stato un chiarimento diretto. "No, ho spiegato tutto a persone che lavoravano con lui che, peraltro, erano state alla Juventus. Mi riferisco a Montali. Gli ho spiegato tutto e gli ho detto: dillo a Ranieri perché Montali la verità la conosceva e penso che glielo abbia detto. Ma io non ho niente contro Ranieri". "Adesso mi diverto anch'io a raccontare qualcosa di simpatico, tanto non c'è niente di male. Quando venne Blanc a chiedermi se andavo ad allenare la Juventus, e parliamo di 4 anni fa, gli dissi no perché non volevo essere un problema per la Juventus, perché sapevo già che se fossi tornato a lavorare alla Juve avrebbero rotto le scatole, io avrei reagito in una certa maniera e avrei creato delle problematiche. Perciò gli dissi: non voglio essere un problema. E allora finimmo per pensare a un allenatore e io gli dissi: a parere mio, la persona più indicata, per esperienza internazionale, per personalità, è Ranieri. In pratica lo dissi io di prendere Ranieri se vogliamo, o meglio glielo suggerii. E perciò non c'era assolutamente niente. Si vede che lui ha sentito l'odore di sigaro, ma non era il mio il sigaro, era di qualcun altro". Dopo il trionfo ai Mondiali di Berlino, si parlò anche del possibile arrivo di Lippi al Milan. "Lì ci sono professionisti di altissimo livello e, tra l'altro, sono molto amici. C'è stato modo di chiacchierare molto spesso con Galliani di calcio, a tutti livelli, ma poi non se n'è fatto nulla".

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