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13 maggio 2011

Da Pelè a Ganso & Neymar, la favola del Santos continua

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Ganso e Neymar con la maglia della nazionale brasiliana: il futuro della Seleçao è nelle loro mani (piedi)

Il club brasiliano, legato in maniera indissolubile alla leggenda di "O Rei", è oggi una fucina di talenti: dalla cresta di Neymar, classe 1992, all'ormai celebre "Oca", i cui frequenti infortuni non bastano ad abbassarne il valore di mercato. LE FOTO

di EMILIANO GUANELLA
da Santos (Brasile)

Una quarantina di minuti in macchina nei giorni normali, diverse ore quando ti imbatti in un ponte o fine settimana estivo, con una delle città più grandi al mondo che si svuota in cerca di sole e mare. Da San Paolo vai verso la costa e ti imbatti così in Santos, cittadina da mezzo milione di abitanti che vanta il porto più grande dell’America Latina ma soprattutto una delle squadre di calcio più famose e blasonate al mondo, il Santos Futebol Clube. A scanso di equivoci ad accoglierti al centro di allenamento della prima squadra è un grosso cartello col nome “Rei Pelé”, il che ti fa capire che questa è la terra del mitico Edson Arantes do Nascimento, debutto con la maglietta tutta bianca ad appena sedici anni, una sfilza di titoli impressionanti, compresi quelli del mitico1962, poker magico che non è riuscito a nessun’altra squadra brasiliana; campionato paulista, brasiliano, coppa Libertadores e Intercontinentale.

Dopo l’addio di Pelè, andato a rimpinguarsi le finanze con i Cosmos, il Santos ha sofferto molto ed è finito in secondo piano rispetto agli altri vicini pesanti, il Corinthians, il San Paolo e il Palmeiras. Un digiuno di 18 anni di titoli è stato interrotto nel 2002 grazie ai “meninos da Vila”, un gruppo di ragazzi cresciuti nelle sue divisioni giovanili, un settore sul quale il club ha deciso da tempo di investire. Dalla gavetta ai trionfi nella Vila Bemiro, il piccolo e caldissimo stadio del club. Il campionato brasiliano conquistato quell’anno porta la firma di Diego e Robinho ed ha segnato la resurrezione del “Peixe”, che oggi è più che vivo che mai; finalista nel campionato paulista, unica squadra brasiliana ancora in corsa nella Coppa Libertadores, detentrice dei due gioielli del calcio mercato, Ganso e Neymar. Sono quest’ultimi le stelle della nuova generazione dorata del calcio brasiliano, su di loro hanno messo gli occhi diversi club europei e pure Mano Menezes, commissario tecnico di una seleçao che cerca un ricambio generazionale in vista del grande appuntamento dei mondiali che si giocheranno in casa nel 2014.

Ganso è conteso soprattutto da Milan e Inter. A fine aprile ai microfoni di Sky Sport ha fatto capire di volere fortemente Milano, ma subito dopo si è infortunato, un problema muscolare alla coscia destra che lo terrà fuori dal campo fino a metà giugno, ultima data disponibile per la convocazione alla Coppa America che si giocherà a luglio in Argentina. Nel tentativo di dissipare dubbi sulle sue condizioni e non far crollare il valore del suo cartellino è intervenuto persino il medico del Santos, spiegando nel dettaglio la natura dell’infortunio. “È una lesione muscolare di secondo grado, il trattamento previsto va dalle quattro alle sei settimane. Non ha nulla a che vedere con l’infortunio al ginocchio che ha sofferto in passato”.



Neymar, invece, sta benone e la lista dei pretendenti è lunga, anche se lui continua a dire che gli piacerebbe restare un’altra stagione almeno nel club che lo ha visto crescere. Cresta e buon umore, è stato l’attaccante rivelazione degli ultimi sudamericani under 20, dove ha fatto un gol alla Messi-Maradona con slalom sublime fra una mezza dozzina di avversari. Abramovic lo vorrebbe al Chelsea, in pista c’è anche il Manchester United, in Spagna lo accoglierebbero a braccia aperte, in Italia farebbe comodo a molti. Lui non si sbilancia, è tranquillo ed interpreta benissimo la parte del ragazzo spensierato, con quel sorriso che ha contagiato milioni di ragazzini brasiliani, che imitano i suoi gesti e le smorfie ripetute anche negli spot pubblicitari ripetuti a tamburo battente prima e dopo ogni match.



“Il futuro - ha detto ai microfoni di Sky Sport - appartiene solo a Dio, io qui sono felice, non ho nessuna fretta di andarmene. Vedremo cosa mi riserva il destino”. Ieri Diego, Robinho e Elano, oggi Ganso, Neymar, domani sicuramente qualcun altro. C’è chi parla di Jean Carlos Chera, centrocampista sedicenne già quotatissimo e pronto a giocare con la prima squadra. Il Santos vuole continuare a vincere e ad alimentare il suo straordinario serbatoio di campioni. Il segreto, confessano i ragazzi terribili delle giovanili, sta tutto nel mare che sta a quattro passi; ogni tanto, se il mister è di buon umore, si va a correre in spiaggia. Un lusso, spiegano scherzando, che a San Paolo, fra traffico e smog, non si possono certo permettere.




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