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24 giugno 2011

La storia si ripete: Milano capolinea dei sogni del Grifone

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Il Genoa li scopre, Milano li cattura: è la dura legge del mercato, il Biscione e il Diavolo spennano il Grifone

Il sì di Gasperini a Moratti segna l'ennesimo trasferimento sull'asse Genova-Milano da parte di un idolo della tifoseria rossoblù: da Borriello a Milito, passando per Motta, Boateng, Ranocchia ed El Shaarawy. E il prossimo potrebbe essere Palacio...

NEWS: Inter, è ufficiale: Gasperini nuovo allenatore

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di VALERIO SPINELLA

Non chiamiamolo "Ratto delle sabine" perché di furti non si tratta. E perdipiù, pensando a Kevin Prince Boateng non vi è nulla di più distante da una fanciulla indifesa. Però, negli ultimi anni, è curioso come chi ha portato in alto il Genoa o fatto sognare il Grifone, abbia poi "tradito" la fiducia del popolo rossoblù accasandosi a Milano. Sotto la Madunina si consuma la beffa di chi ha amato e innalzato a eroe un proprio prodotto: da xeneize a milanés, che sia sotto spoglie nerazzurre o rossonere poco importa, perché l'amaro in bocca non ha colore, ma rimane amaro.

Oggi Gasperini firma per l'Inter. Che poi, tecnicamente "Gasperson" è libero da otto mesi, ma l'esonero di novembre non ha cancellato l'amore di una città per l'allenatore che ha incantato l'Italia intera con il suo calcio. Genova lo aveva adottato, per questo si può dire che quella del Gasp è l'ultima figurina di una collezione che conta dolorosi addii che hanno letteralmente consumato i tifosi del Grifone. Capaci di dare tanto, a dispetto del luogo comune sulla scarsa generosità dei genovesi. E' storia recente, una prassi degli ultimi anni: le trattative che hanno reso insonni le notti dei genoani sono quelle in cui la Lanterna si è spenta nella nebbia milanese.

In principio fu Milito. Il Principe sbarca in Liguria nell'estate del 2008: goleador affermato nella Liga, in pochi pensano che possa imporsi anche in Serie A. "Farà come Javi Moreno e Ricardo Oliveira: bomber iberici...". Invece no, lui funziona anche in Italia. L'esultanza dell'argentino - sbarcato in Liguria grazie al lancio di un contratto allo scadere della finestra estiva di mercato - diventa presto un appuntamento fisso del weekend. E conquista i tifosi come un re, mantenendo l'umiltà nel soprannome di rango inferiore: "Né negroni né mojito, ubriachi di Milito" recitano gli striscioni a Marassi. Con 24 gol in 31 presenze dipinge sorrisi permanenti sui volti di chi, l'anno precedente, pensava di non poter trovare un numero 22 più prolifico di quanto non fosse stato Marco Borriello. Proprio lui, l'ex di Belén che soltanto sotto l'ala protettiva del Grifone, nell'annata 2007-2008, esplode come mai aveva fatto nel suo vagabondare calcistico (Milan, Treviso, Triestina, Empoli, Reggina e Samp). Ma così come Borriello si congeda per tornare alla base, vestendosi di rossonero, anche Diego prende la strada per Milano, firmando per l'Inter. Se ne va con Thiago Motta, un altro in cui non credeva più nessuno, quando lo prese il Genoa. Pescato dall'Atletico Madrid, il colosso di centrocampo cresciuto nel Barcellona si era perso per via di un infortunio al ginocchio sinistro. La rottura del menisco interno aveva fatto scemare le attenzioni dei grandi club che vogliono tutto e subito. Invece Preziosi ci crede, Thiago sente la fiducia e risorge. Finché, appunto, passati dodici mesi segue Diego Milito a Milano.

Borriello, Milito, Thiago Motta. Mica è finita qui. Se l'argentino e l'italobrasiliano, approdati nella città della moda si inventano la moda di vincere tutto (per l'Inter è l'anno del Triplete), c'è chi - scoperto dal Grifone - esplode altrove (leggi Milano) prima ancora di diventare idolo a Marassi. E' il celebre caso di KPB, un altro Prince (quando si dice il destino...) sposato da Preziosi ma girato all'amico Galliani. Acquistato il 14 agosto del 2010, Boateng diventa nel giro di pochi giorni mezzo rossonero e, con il passare dei mesi, rossonero al 100%. Vince lo scudetto da protagonista, entra nei cuori dei tifosi ed esalta San Siro nella festa del 18° tricolore con il suo moonwalk. Più che la Luna, però, a Genova vedono le stelle. Anche perché la loro scoperta viene quasi svenduta: soli 7 milioni per disfarsi della comproprietà, lasciando l'intero cartellino al Milan. Dal Prince alla Ranocchia il passo è breve. A gennaio, infatti, per rispondere al Milan Campione d'Inverno, l'Inter si consola con uno dei migliori difensori del campionato, probabilmente il numero uno tra gli italiani, in prospettiva. Ranocchia lascia Genova e si trasferisce... indovinate un po'? A Milano. Baciato da Moratti non si trasforma in principe ma in cambio lo trova come compagno. E giusto per gradire, insieme vincono la Coppa Italia.

Ancora sette milioni di euro. Con la stessa cifra con cui Galliani fa suo KPB, il Milan soffia al Genoa il più giovane talento del panorama calcistico nazionale. Stephan El Shaarawy, savonese di padre egiziano, classe 1992. Il suo debutto in Serie A, a soli 16 anni, è con la maglia del Grifo. Ma la sua consacrazione arriva grazie alla felice mossa della società di girarlo in prestito al Padova, dove ha modo di giocare con continuità e maturare. Porta i veneti in finale playoff e viene eletto miglior giovane del campionato cadetto. Tutto lascia pensare che il Genoa si voglia coccolare il suo Piccolo Faraone, che si era aggregato alla Primavera rossoblù all'età di quattordici anni, facendo di lui un simbolo. Stephan invece attira le grandi, due a caso. Le milanesi. Preziosi ci sta e il derby va ai rossoneri: non si tratta di un acquisto a titolo definitivo, ma anche stavolta un pupillo dei tifosi rossoblù viene portato via sul più bello. El Shaarawy giocherà con il Milan. "Gasperson" allenerà l'Inter. Basteranno Papastathopoulos, Kaladze e Merkel a indorare la pillola? Ai poster - dei prossimi acquisti rossoblù, si intende - l'ardua sentenza.

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