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24 giugno 2011

Inter, comincia l'era di "Gasperinho": lo manda Mou

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Gasperini e Mourinho nutrono una grande stima reciproca

Tra i nerazzurri e l'ex tecnico del Genoa c'è la "benedizione" dell'allenatore portoghese, che si complimentò con lui la prima volta che si affrontarono ("Davvero bravo, ha risposto ad ogni mossa"). Pesa, soltanto, quell'imprinting juventino. IL VIDEO

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di Alfredo Corallo

"Davvero bravo, ha risposto ad ogni mossa". La benedizione di José Mourinho potrebbe aver avuto il suo peso sulla scelta di Gian Piero Gasperini per la panchina dell'Inter (sono nati anche lo stesso giorno, il 26 gennaio). Alla prima stagione italiana del portoghese il Genoa fermò sullo 0-0 la corazzata nerazzurra lasciando favorevolmente impressionato il Vate di Setubal. Alla fine conquisterà l'accesso all'Europa League, sfiorando il preliminare di Champions League (quarto a pari punti con la Fiorentina, ma sfavorito dagli scontri diretti). Un mezzo miracolo. L'anno successivo, i grifoni, impegnati su due fronti - e senza i gioielli Milito e Motta, arrivati nel frattempo proprio alla corte di Moratti -  raggiungeranno comunque un onorevole nono posto. Il sodalizio con Preziosi, cominciato con la promozione in A nel 2007, si chiuderà a novembre con un esonero annunciato.

Una vita tranquilla. Piemontese di Grugliasco (nel Torinese) il 53enne Gasperson - come lo chiamavano sotto la Lanterna - è sposato con Cristina, che ha conosciuto al Liceo, e ha due figli: Davide e Andrea. Il primo è ingegnere, il secondo laureato in Economia. Come il papà entrambi amano il calcio, il più piccolo gioca tra i dilettanti.   

Da calciatore. Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, si guadagna alcune apparizioni in Coppa Italia sul finire  dei '70, negli anni d'oro del Trap. Centrocampista preciso e di ottimo senso tattico - il classico allenatore in campo - si toglierà le migliori soddisfazioni con la maglia del Pescara (esordio in A con gol, 2-1 al Pisa). Un allievo di Giovanni Galeone, come Max Allegri...

Primi passi da tecnico. Appese le scarpette al chiodo "Gas" viene richiamato dalla casa madre Juventus per occuparsi del vivaio:  giovanissimi, allievi e Primavera, che gli regalerà anche un Torneo di Viareggio (nel '94). Dopo l'esperienza decennale nel settore giovanile della Vecchia Signora il grande salto in C1, a Crotone: sarà promozione al primo colpo, seguita da due permanenze  in B.

3-4-3. E' il suo modulo di gioco più congeniale, con i due laterali di centrocampo molto offensivi, ma all'occorrenza può variarlo in un 4-3-3 (Sneijder troverebbe più spazio in questa seconda ipotesi, da esterno d'attacco). All'Inter ritroverà Milito, Motta e potrebbe portare anche Criscito, ricostruendo così buona parte dell'ossatura del suo piccolo capolavoro a Genova (senza dimenticare Ranocchia, che ha lavorato con lui per 4 mesi).

Il pass di Zenga. Di lui i colleghi dicono un gran bene, Walter Zenga in primis: "E' un allenatore molto preparato, potrà fare un ottimo lavoro". Se lo dice l'Uomo ragno i tifosi nerazzurri non potranno far altro che fidarsi, sforzandosi di dimenticare l'imprinting juventino di Gasperinho...


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