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28 giugno 2011

Non solo Neymar e Ganso: il Santos è una miniera d'oro

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Neymar non è l'unico giocatore in procinto di lasciare il Santos (Foto Ansa)

I due fenomeni della squadra di Ramalho sono sulla bocca di tutti. Ma dopo la conquista della Libertadores tanti pezzi pregiati della squadra brasiliana sono desiderati. L'Inter è su Jonathan, lo Shakthar ha preso Alan Patrick, il Genoa aspetta Zé Love

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di Luciano Cremona

Super-Santos non è solo il nome di uno storico pallone da spiaggia. Le recenti vittorie della squadra allenata da Muricy Ramalho, scelto a suo tempo dal Brasile per sostituire Dunga ma poi bloccato dalla Fluminense, sono figlie non solo della coppia di fenomeni Ganso-Neymar, ma di una squadra piena di talento come non se ne vedevano da anni in Brasile. Di solito si trovano due, massimo tre super talenti per squadra, come nel caso di Diego e Robinho, coppia d'oro del Santos di sette anni fa. Neymar in rotta verso Madrid, Ganso attirato dal Milan, ma anche dal Leonardo a Parigi. Ma non solo. La fantastica squadra che ha appena trionfato in Copa Libertadores rischia di essere smantellata. Troppi talenti e troppe squadre pronte a fare di tutto per strapparli al club brasiliano. L'Inter ha praticamente chiuso per Jonathan, il Genoa aspetta, da gennaio, Zè Eduardo. Lo Shakthar Donetsk ha bruciato tutti ingaggiando Alan Patrick. Insomma, il supermarket Santos è già aperto.

Danilo Luiz da Silva, per tutti Danilo (15 luglio 1991). Il gol del momentaneo 2-0 nel ritorno della finale di Libertadores contro il Peñarol è il suo biglietto da visita. Terzino destro, ma anche mediano di centrocampo, è uno dei prodotti più puri e talentuosi di tutto il Santos. Destro naturale, quattro gol in coppa, ha familiarità con le reti nelle finali, essendo andato a segno anche nel 6-0 con cui il Brasile Under-20 ha schiantato l'Uruguay in Perù nel Sub-20. Nel mirino del Milan, ha progressione, tecnica e una duttilità fuori dal comune.

Alan Patrick Lourenço, per tutti Alan Patrick (13 febbraio 1991). Trequartista elettrizzante, ha giocato a lungo titolare mentre Ganso era ai box per infortunio. Dribbling stretto, continue variazioni di ritmo, tecnica sopraffina ma soprattutto un destro micidiale. Il tiro dalla distanza è la sua specialità: colpisce spesso di potenza, ma sa anche regalare traiettorie morbide. 39 presenze e 7 gol sono bastati allo Shakthar per metterlo sotto contratto, togliendolo già dal mercato.

Alex Sandro Lobo da Silva, per tutti Alex Sandro (26 gennaio 1991). Alcuni lo definiscono come uno dei tre terzini under 21 più forti del mondo. Arrivato al Santos nel 2010 dall'Atletico Paranaense, ha stupito tutti per la costanza, la precisione delle giocate, l'abnegazione tattica e la continuità. Non un funambolo, ma il prototipo del terzino sinistro che tutti vorrebbero. Una specie di Cafù mancino.

José Eduardo Bischofe de Almeida, per tutti Zé Eduardo (29 ottobre 1987). Il Genoa lo ha acquistato lo scorso gennaio per 5 milioni, ma l'attaccante è rimasto altri sei mesi in Brasile in attesa del passaporto comunitario. Anzi, italiano. Il nonno, infatti, è nativo di Bagnara Calabra. Zé Love, come lo chiamano in Brasile, è stato a lungo il compagno d'attacco di Neymar. Non uno spacca reti (27 gol in 82 apparizioni), ma una seconda punta completa, che sa adattarsi alle situazioni e ai compagni d'attacco. Eletto nel 2010 miglior under-23 del torneo brasiliano, è atteso con grande entusiasmo dai tifosi rossoblù.

Jonathan Cicero Moreira, per tutti Jonathan (27 febbraio 1986). Troppo comodo definirlo semplicemente come "nuovo Maicon". Eppure l'Inter ha praticamente chiuso per lui, terzino destro che è sbocciato nel Cruzeiro, proprio come il colosso nerazzurro. È arrivato al Santos nel dicembre 2010, dopo oltre 200 partite nel club di Belo Horizonte. 170 cm di pura esplosività, il suo marchio di fabbrica sono i cross perfetti che sforna a ripetizione. Certo, difficile non paragonarlo a Maicon se si guardano le sue giocate: accelerazioni, incursioni per vie centrali, tiri d'esterno. Vicino al Milan negli anni passati, quando ancora non aveva il passaporto comunitario, dovrebbe firmare a breve con l'Inter, che sborserà una cifra attorno ai 5 milioni.

Marcos Arouca da Silva, per tutti Arouca (11 febbraio 1986). Chi vuole mettere a segno un affare vada di corsa in Brasile e lo porti in Europa. Volante con piedi e giocate da trequartista, ricorda per i suoi movimenti (oltre che per la capigliatura) Anderson del Manchester United. Ha alle spalle esperienze importanti alla Fluminense e al San Paolo e un premio di miglior giovane centrocampista nel 2005. Lo cercano Roma, Palermo e Fiorentina. A segno nella finale del Paulistao, ha messo in mostra tutte le sue straordinarie qualità nella finale della Libertadores. Discesa da sciatore e assist per Neymar. Affare garantito.

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