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29 giugno 2011

A caccia dell'ingaggio, serie A cercasi in giro per il mondo

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Ecco la collocazione "improbabile" di molti calciatori che sognano la serie A

Non solo trattative per grandi calciatori e club prestigiosi. Sono molti i giocatori che, non trovando fortuna in Italia, decidono di emigrare in posti improbabili. Firmani in Cina, Bega al Lugano, De Vita allo Swindon e Berni al Braga. LA MAPPA

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di AUGUSTO DE BARTOLO

C'è un mercato dei big e uno dei comprimari, ci sono i giocatori senza contratto a caccia di un club e poi ci sono gli avventurieri, quelli che pur di ritagliarsi un posto tra i professionisti sono disposti a emigrare chissà dove. Squadre dai nomi impronunciabili, luoghi improbabili se accostati alla loro tradizione calcistica: eppure tanti calciatori, giovani e meno, fanno le valigie per strappare lauti ingaggi, per sentirsi idoli dei tifosi come non lo sarebbero in Italia. Accade che il fascino del Sudafrica colpisca Fabio Pellacini, calciatore dilettante alla Meletolese (una parentesi poco fortunata in Zambia con i Green Boss) e ora possibile rinforzo dei Kaizer Chiefs, squadra di Soweto e club di punta del campionato sudafricano. A 25 anni è ancora possibile coronare il sogno di giocare, un giorno, nella Premier League.

La stessa categoria a cui ambisce Raffaele De Vita, una vita da emigrante, punta classe 1987, nato a Roma ma cresciuto calcisticamente nel Blackburn Rovers prima di affermarsi, con la maglia del Livingston, in Scozia, club con cui ha collezionato in totale 67 presenze e 21 gol. Contratto in scadenza e Paolo Di Canio non ha esitato a ingaggiarlo per il suo Swindon Town nel tentativo di riportare il club in League One (la nostra Prima Divisione) dopo il capitombolo della passata stagione. Identico destino potrebbe avere Alberto Comazzi, scuola Milan, e una carriera vissuta tra A, B, e C con le maglie di Como, Monza, Verona, Ancona e Spezia.

Ha deciso di allontanarsi, e non di poco, sin dallo scorso febbraio, Fabio Firmani, piedi noti ai tifosi della Lazio e campione Europeo 2000 con l'Under 21. Con in bacheca anche una Coppa Italia (1996-97 al Vicenza) e una Supercoppa italiana (2009 alla Lazio) ha portato la sua esperienza in Cina, allo Shaanxi Chanba nella Chinese Super League. Contratto di un anno, non si libererà almeno fino a dicembre. Scelta opposta, invece, quella di Simone Bracalello (classe 1985), attaccante cresciuto nella Samp ed emigrato nel soccer statunitense, nel freddo Minnesota per giocare nella NASL, la seconda divisione Usa, negli Stars dopo aver deciso di lasciare il Prato.

Tornando in Europa, stessa isola (felice?) ma squadre differenti per Salvatore Amirante, panzer del TSV Germania Windeck, attualmente in prova con il Floriana FC a Malta. Lì sbarcherà anche Mario Cece, portiere dell'Avellino, convocato per una settimana di test dal Marsaxlokk FC, club della massima serie. E a proposito di estremi difensori, una scelta, se non completamente estrema, ma quasi è stata quella di Federico Groppioni che nella prossima stagione difenderà i pali dello storico club MTK Budapest, una sorta di Juventus ungherese capace di vincere 23 scudetti, mestamente finito in serie B dopo un'annata disastrosa.

Se il giovanissimo difensore, classe '92, Marco Migliorini aveva scelto, già una stagione fa, l'impronunciabile FC Zbrojovka Brno, per farsi le ossa dopo le giovanili al Chievo, sono rimasti "in zona" Davide Bega, che ha lasciato il Brescia per accasarsi al Lugano di mister Alessandro Pane, e Jacopo La Rocca che ha firmato per le cavallette di Zurigo, il Grasshoppers. Dalla Lazio, stanco di fare il guardaspalle di Muslera, Tommaso Berni si è accasato allo Sporting Braga dove difenderà i pali del club che ha conteso al Porto la vittoria in Europa League.

Se il centrocampista 23enne Marco Matrone, nato in Italia ma di passaporto finlandese, gioca nell'Haka (che non è la danza maori degli All Blacks), dopo un'esperienza all'Arezzo, Fabrizio Castiglione ha scelto Toronto per mostrare tutto il suo talento nello York Region Shooters, squadra fondata da italiani e che veste la maglia azzurra, tanto per non sentire troppo la nostalgia di casa

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