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19 agosto 2011

Il mercato dalla A alla Z. Tu chiamalo, se vuoi, alfabeto'o

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Liga, Serie A, Russian Premier League: il linguaggio di Eto'o alla fine non cambia, per lui parlano i gol (foto Getty)

Mister X & Top Player: il vocabolario del calciomercato è sulla bocca di tutti, ma come tutte le lingue anche quella legata ad acquisti e cessioni del mondo del pallone evolve, estate dopo estate. Ecco le parole che non si possono non conoscere nel 2011

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di VALERIO SPINELLA

Il calciomercato crea dipendenza. D'estate è impossibile non rendersi conto di quante persone basino i propri ritmi vitali sulle trattative di presidenti e procuratori (che poi al giorno d'oggi sono diventati rispettivamente sceicchi e parenti dei giocatori). Nessuno sfugge alla macchina del mercato: o lo si ama o lo si odia, ma il gergo (slang, direbbe DiBenedetto) della Piazza Affari del calcio tocca tutti. Donne, vecchi e bambini sanno distinguere una "raffichetta" da una "frenatina", e anche nei più semplici gesti quotidiani l'impronta del mercato si fa sentire. Eccome. Avete notato che nessuno fa più regali? Mica è colpa della crisi. E' l'influenza del calciomercato. Ed ecco che un anello alla propria partner al giorno d'oggi può essere un prestito oneroso, ben che vada con diritto di riscatto, ma non di più, perché il tradimento (Eto'o insegna) è sempre dietro l'angolo.

Il vocabolario del mercato è sulla bocca di tutti, si tratta di una lingua in espansione ma come tutte le lingue anche quella legata ad acquisti e cessioni del mondo del pallone evolve, estate dopo estate. Ecco quindi un breviario per neofiti, se ancora ce ne sono: l'alfabeto (o dovremmo chiamarlo alfabeto'o?) del calciomercato, per affrontare con la giusta preparazione gli ultimi giorni di trattative, dietrofront, acquisti, cessioni e... firme.

Anzhi: quello che per i nostri nonni era un avverbio e fino a poche settimane fa per noi comuni mortali era una congiunzione avversativa, con l'avvento dei russi è diventato un club. Ma mica un club qualsiasi, qui si tratta di un nome di squadra seguito da impronunciabile nome di città che al giorno d'oggi è vietato non conoscere. Anzhi, chi strabuzza gli occhi quando qualcuno ne parla, rischia seriamente di essere emarginato dalla società. Vedi anche [D].

Buste: adesso sono un lontano ricordo, perché per molti ci sono state di mezzo le vacanze. Ma a giugno, nella stessa sessione di mercato, c'è chi per una busta si è visto cambiare la vita. Un pezzetto di carta contenente una cifra che grava come una spada di Damocle su un giocatore (anche questi privilegiati possono essere resi impotenti con poco). Il caso Viviano grida ancora vendetta: l'ex portiere del Bologna, il cui delegato all'operazione di rinnovo ha semplicemente sbagliato la cifra da scrivere nella busta, ha fatto sfuggire dalle manone di Gianni Morandi il portiere che con tutta probabilità sarebbe poi stato ceduto alla Roma. Al contrario, riscattato involontariamente dall'Inter per via del suddetto pasticcio, Viviano si è aggregato al ritiro nerazzurro rimediando un brutto infortunio che gli farà perdere buona parte della stagione. Sliding doors? No, pura sfiga.

Colpo: tutti sognano il colpo di mercato. A volte il colpo arriva il 31 agosto (vedi [Z]) ma è a maggio che si tirano le somme, con il senno di poi. Ragionando sulla stagione passata, per esempio, i colpi di mercato sono stati Cavani al Napoli, Ibra e Boateng al Milan, Hernanes alla Lazio.

Daghestan: l'ormai nota repubblica autonoma della Federazione Russa che ha per capitale Makhachkala, città che ospita le partite casalinghe dell'Anzhi [vedi A]. Si tratta della regione più grande, per area e popolazione, del Caucaso settentrionale. Confina a ovest con la Georgia e, poco più a nord di questa, alla Cecenia, mentre a est si affaccia sul Mar Caspio.

Eto'o: la telenovela dell'estate. Più forte dei vari Inler, Aguero e Fabregas. Li ha fatti fuori tutti, con la storia dell'Anzhi di Makhachkala [A], del Daghestan [D] e la conferenza da Douala. Il re Leone ha fatto un corso accelerato di geografia a tutti gli appassionati di mercato, tanto che la lettera "E" doveva essere dedicata a un paragrafo sugli extracomunitari ma il camerunense si è imposto anche su di loro.

Firma: "Manca solo la firma". Come si divertono gli addetti ai lavori con questa frase. Manca solo la firma, e dici poco. Senza firma un contratto sarà mica valido? Eppure ci caschiamo tutti, quando leggiamo sui giornali che per tizio manca solo la firma e noi lo immaginiamo già nella nostra squadra del fantacalcio. Poi ci sono i casi in cui uno ci prende la mano e gli scappa un autografo di troppo: è successo a Luis Figo, che quando era ancora giovane e inesperto si beccò una sanzione UEFA ed un divieto di tesseramento verso club italiani per due anni per aver firmato due volte, con Parma e Juve.

Google: è lo strumento usato da tutti - anche dagli addetti ai lavori bravissimi a fingere di aver ricevuto in dono l'onniscenza divina sul tema - quando spunta fuori un nome sconosciuto. In genere si tratta di un acquisto dell'Udinese che nel giro di pochi mesi diventa un Top Player (vedi [T]).

Hilton: E' la sede del mercato, nonché la casa di Gianluca Di Marzio, assoluto Guru del settore. I suoi ospiti, in genere procuratori, agenti e presidenti, si confessano con lui per poi testare la sua memoria quando è tenuto a fare il resoconto dei colpi su Sky Sport (vedi [R]).

Impossibile. E' l'aggettivo usato da Galliani, Zamparini e spesso anche Cellino quando una trattativa è viva e in procinto di chiudersi. Non a caso, i più nostalgici tifosi milanisti si sono illuminati quando il loro a.d. ha addirittura definito pista "impercorribile" quella relativa a Kakà.

Lamela: se l'unico frutto dell'amor è la banana, quello della Roma (che è pur sempre anagramma di amor) è Lamela. Questo argentino, classe '92, su cui Walter Sabatini punta forte, è tra gli osservati speciali del campionato che sta per iniziare. Coetaneo di El Shaarawy e Castaignos, a maggio potremo dire chi dei tre si è rivelato l'acquisto più azzeccato (vedi [S]).

Mister X. Una mezzala, tormentone di mezza estate. Tormentone nato per sbaglio da un momento di allegria di Allegri e cavalcato prepotentemente da Galliani, che ha poi chiesto una tregua (che giustifica il "mezza" estate). L'identikit di questo fantomatico acquisto del Milan, in realtà, non è mai interessato a nessuno: il povero Allegri era stato anche bravo a dare degli indizi in stile Settimana Enigmistica, ma quando i vari "occhio ceruleo", "capello biondo" e "altezza 1.83" sono stati associati dalla stampa a Balotelli, al tecnico rossonero è passata la voglia di giocare.

Naso: è quello che ci vuole per fiutare gli affari. La Juve lo aveva avuto corteggiando Aguero, ma il naso è nulla senza [O].

Offerta: proprio lei. Quella dei bianconeri per il Kun non è stata all'altezza. Tiago più soldi (non abbastanza) non è offerta competitiva se dall'altra parte c'è il Manchester City con le sue petrolsterline.

Preliminari: che da quest’anno si chiamano playoff, ma a noi piace la tradizione. Che siano di Champions o di Europa League sono micidiali. Un giocatore che ha mercato non può vivere tranquillamente la vigilia di un preliminare, perché l'eliminazione pregiudicherebbe il suo trasferimento in qualsiasi altro club iscritto alle competizioni europee. D'altro canto, spesso sono i tifosi a viverli male, anche se non è in gioco la propria squadra: quanti milanisti hanno sperato che Schweinsteiger non scendesse in campo contro lo Zurigo mantenendo viva l'ipotesi che fosse lui il Mister X? Invece il biondo tedesco dall'occhio ceruleo, giusto per gradire, si è pure messo in mostra segnando un gol dopo 8'. Ma non tutti sono come "Schweini": i playoff bloccano i giocatori psicologicamente e fisicamente. Cassano e Pazzini (eliminati dal Werder un anno fa) lo sanno bene, avendo poi seguito soltanto in tv la Champions di Milan e Inter, dopo i rispettivi trasferimenti di gennaio da Genova a Milano. Al giorno d'oggi chi sta vivendo col brivido la stessa situazione è Giuseppe Rossi: il suo Villarreal ha perso 1-0 la gara di andata con l'Odense e in caso di eliminazione Pepito perderà una stagione europea che l'avrebbe senz'altro visto protagonista.

Qatar: la patria di emiri e sceicchi non è più soltanto il paradiso dei pensionati del pallone. Una volta il Qatar aveva ragion d'essere, in ambito calcistico, per garantire sollazzo post-carriera ai vari Romario e Batistuta. Oggi invece il qatariota medio si diverte ad emigrare ed acquistare club dal nome simpatico per potersi dare alla pazza gioia trasformando squadre mediocri in corazzate: Manchester City, Malaga e PSG gli ultimi esempi lampanti.

Raffica: il termine nasce con Gianluca Di Marzio (vedi [H]). E' il riassunto, a patto che sia decantato a velocità supersonica, che tiene conto di tutte le trattative della giornata. Dicesi "raffichetta" quando il tempo stringe. La raffica "doc" è quella delle 23:55, e la comunità degli addicted di calciomercato vorrebbe che un giorno venisse trasmessa a reti unificate. La raffica può contenere anche trattative non del tutto concluse: in questo caso i termini più usati sono "frenatina" (si registra quando c'è un ripensamento) e "pista alternativa" (opzione di acquisto).

Scommessa: il giovane sconosciuto acquistato per pochi soldi. In genere si tratta di un acquisto dell'Udinese che nel giro di pochi mesi diventa un [T].

Top Player: dicitura promossa dalla Juventus di Marotta e Conte, in cerca di un giocatore di valore riconosciuto da qualsiasi esperto di calcio a prescindere dal tifo. Un campione affermato. In modo che al bar anche il tifoso bianconero potesse sentirsi dire dalla concorrenza "quest'anno sarà dura perché avete comprato [T]". Da Aguero a Tevez passando per Giuseppe Rossi, infine la Juve ha preso Vucinic, che gode della stima di tutti ma non si è ancora capito se sia a tutti gli effetti un Top Player.

Ufficiale: un po' come "firma" (vedi [F]) il termine è inflazionato e spesso pericoloso. Molti giornalisti non sanno quanti cuori ha infranto la parola "ufficiale" accostata troppo presto a trattative non ancora concluse. Un classico, "mancano pochi dettagli, ma l'affare è ufficiale". Già, come Eto'o all'Anzhi, che tra una cosa e l'altra è in ballo da un mese.

Visita medica: è l'ultimo passaggio prima dell'annuncio di un nuovo acquisto sul sito ufficiale di un club. Sarà una formalità (quale atleta, al giorno d'oggi, non passa una visita medica?) eppure a volte capita che tutto salti in questa fase. A luglio il Genoa non ha potuto tesserare l'olandese Evander Sno per problemi cardiaci rilevati quando per lui era già pronto un contratto triennale. E come dimenticare il caso Cissokho? Il segreto di Pulcinella è che il Milan meditò sull'eccessivo costo del giocatore, ma la versione ufficiale è un problema di dentatura che però, a Lione, nessuno ha mai riscontrato.

Zona Milan: inteso come i giorni che vanno dal 28 al 31 agosto. Se il mese di gennaio è noto per i giorni della Merla (freddissimi, specie nel nord Italia), gli ultimi di agosto sono bollenti, in particolare in casa Milan. Lo stesso Galliani ha praticamente promesso che in quel periodo arriverà il colpo ad effetto, in stile Ibra un anno fa. Sarà mica Montolivo? (con tutto il rispetto).

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