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03 gennaio 2012

Torna il calciomercato: ecco come si compra un giocatore

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Da Messi in giù, tutti i retroscena di una trattativa di mercato. Un DS, un agente e un calciatore raccontano tutti i passaggi fondamentali di un trasferimento: fax, strette di mano, "dettagli" e l'importanza di sapere come si dice "Pulce" in arabo

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di Matteo Veronese

Ci sono un direttore sportivo, un agente e un calciatore... Sembra l'abbrivo di una barzelletta un po' datata e invece è l'inizio di una trattativa di calciomercato. Da oggi e nei prossimi giorni inizieranno a fioccare i contratti depositati in Lega, preceduti dalle classiche voci secondo le quali "siamo ai dettagli" e "manca solo la firma". Quisquilie, parrà, anche se poi è proprio quello scarabocchio in calce a decine di fogli che determina il trasferimento o meno di un calciatore da una squadra ad un'altra. Ma come si arriva al fatidico tavolo delle firme? Ecco un vademecum delle procedure di rito.

Aiuto, mi serve una punta! –  Il calciomercato non dorme mai: a giugno come a gennaio, per sognare trionfi o riparare a errori di programmazione, gli uomini mercato delle società sono sempre al lavoro. I contatti avvengono con modalità diversa da squadra a squadra, ma è possibile tracciare una linea che lega quasi tutte le trattative di mercato, si parli di trasferimenti, prestiti semplici o molto più complessi, come va di moda negli ultimi anni, con contratti zeppi di asterischi e clausole, bonus e premi. Lorenzo Minotti, ex Parma e Nazionale a Usa '94, oggi direttore tecnico a Cesena, spiega come nasce una trattativa di mercato: "Il calciomercato oggi è molto diverso rispetto a 10/15 anni fa, quando le società erano strutturate in maniera diversa e si dovevano affrontare meno passaggi per arrivare ad un giocatore. Se ci accorgiamo che ci manca un terzino, la prima cosa da fare è contattare un agente. Oggi i procuratori dei calciatori mantengono rapporti stretti con i direttori sportivi e in alcuni casi direttamente con i presidenti: ci si incontra, si discute delle caratteristiche del calciatore che interessa e si inizia a restringere il campo a pochi nomi, poi in un secondo momento si entra in contatto con la società che detiene il cartellino del prescelto. A volte, se con la società con la quale si andrà a trattare si hanno buoni rapporti, si chiede direttamente la disponibilità a discutere il trasferimento e in un secondo momento entra in scena il procuratore. Il rapporto tra le persone è ancora molto importante, anche se oggi si fanno più acquisti internazionali e spesso al di fuori dell'Europa: in questi casi le trattative vengono portate avanti dall'agente del calciatore che si trova presso la società dalla quale acquistare e via fax si spediscono tutti i documenti necessari perché l'accordo vada a buon fine. Per quanto possibile noi preferiamo gestire le trattative di persona, incontrare il giocatore per conoscerlo, capire se può essere interessato al progetto, se è motivato. Una volta stabilito che la trattativa può partire, ci si incontra con i dirigenti della società che ne detiene il cartellino: in molti casi si può trattare direttamente con il presidente, come con Cellino ad esempio, in altri con i direttori sportivi. A volte, se il trasferimento è molto importante, sono direttamente i presidenti ad incontrarsi per concludere l'accordo".

L'agente che fa? Agisce, ovvio – Che si voglia comprare o vendere, il ruolo chiave nelle più importanti trattative internazionali è quello dell'agente FIFA. Gianfranco Cicchetti, che lo fa di mestiere da una decina d'anni, spiega: "Prendiamo a titolo di esempio il trasferimento di Tevez, di cui si parla tanto. Per una trattativa del genere si mette in moto un meccanismo più complesso, a più ingranaggi, rispetto magari ad un prestito di uno o anche più giocatori tra società dello stesso campionato. Il City decide di vendere Tevez: mette il giocatore ufficialmente sul mercato e incarica 10 o più agenti FIFA di trattare a suo nome il giocatore. Questo avviene perché le trattative possono essere molto lunghe e articolate, e i grandi club preferiscono che se ne occupi un agente FIFA legato in qualche modo alla società o ad un mercato, in questo caso quello inglese. Altri esempi possono essere Bronzetti, per il mercato spagnolo, o Raiola in Olanda. Nello stesso momento le società interessate a Tevez si mettono in contatto direttamente con la società Manchester City oppure con gli intermediari. Il direttore sportivo o l'amministratore delegato di una società interessata all'acquisto si affidano allora anch'essi ad un agente FIFA che tratti a loro nome e gli forniscono un modulo federale. Ufficialmente l'agente FIFA incaricato di trattare il trasferimento non è l'agente del calciatore, che comunque è in contatto con tutte le parti, dovendo fare gli interessi del proprio assistito – e anche i propri. Quando si trova un accordo di massima, iniziano gli incontri con l'agente “scelto” per trattare in base ai rapporti che questo ha con le due società. Il trasferimento va poi ratificato tra società cedente, cessionaria ed il giocatore".

Manca solo la firma... – Si arriva così al momento dei "dettagli", quando "manca solo la firma". Il punto di vista del giocatore durante la trattativa lo racconta Umberto Eusepi, attaccante in comproprietà fra Genoa e Varese: "Una o più squadre interessate all'acquisto contattano la società di appartenenza e avanzano una prima proposta. Il Direttore Sportivo riporta a me ed al mio procuratore le richieste che sono arrivate, perché comunque l'ultima parola spetta al giocatore. Se tutte e due le parti concordano e si può aprire una trattativa, la società interessata all'acquisto parla con l'agente, con il quale abbiamo un accordo di massima sulle cifre, e fa la sua proposta. Solitamente, per esperienza personale, è difficile che giunti al punto di trattare con il calciatore l'accordo salti, anche in casi più complessi come una comproprietà dove i contratti da firmare sono due e può darsi ci siano cifre leggermente diverse o clausole e bonus in uno e non nell'altro".

Il mercato del futuro – Dalle strette di mano tra presidenti, ai procuratori, agli acquisti via fax o mail dopo aver visionato ore e ore di filmati. Come sarà il mercato del futuro, e quali saranno i nuovi mercati? Lorenzo Minotti non ha dubbi: "Il rapporto umano e l'intesa che può esserci tra due persone che si parlano guardandosi negli occhi resteranno, anche se il calcio è sempre più gestito come un'azienda. Il mercato italiano non è più appetibile come anni fa, una soluzione potrebbe essere quella adottata in Germania, dove sono valorizzate le giovanili e hanno eccellenti strutture. Un esempio ulteriore della della difficoltà a portare grandi stelle nel nostro campionato sono i nuovi scenari del calciomercato".

Se prima i giocatori andavano a chiudere le carriere ricoperti dai dollari americani, oggi il petrodollaro attira calciatori ancora ai massimi livelli come Eto'o: "La Russia è un mercato florido, anche perché ci sono squadre che possono dire la loro in campo europeo e con gli acquisti giusti potranno ancora migliorare. Nonostante i mondiali in Qatar nel 2022 e l'incredibile disponibilità economica in quei luoghi, non credo che i campionati più a est potranno mai essere veramente competitivi. Non a caso gli sceicchi hanno iniziato ad investire in Europa, come nel caso del Manchester City, del Malaga, del PSG". Basteranno mai tutti quei soldi ad acquistare tutto il talento di Messi? Come si compra un giocatore così? "Tutto è possibile, quando due presidenti si parlano". Sapete come si dice Pulce in francese? E come si dirà in arabo?

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