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10 gennaio 2012

Pallotta ottimista: "Credo di aver fatto firmare De Rossi"

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I due simboli della Roma: Francesco Totti e Daniele De Rossi

L'uomo d'affari americano si dice fiducioso sull'esito positivo della trattativa per il rinnovo del contratto del centrocampista della Roma: "Il nostro obiettivo è quello di fornire tutte le risorse necessarie per avere una grande squadra per lungo tempo"

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"Credo di aver fatto firmare De Rossi, nella breve conversazione che abbiamo avuto in campo" aggiunge poi Pallotta, sorridendo in tono ironico, nel corso dell'intervista rilasciata al canale tematico 'Roma Channel'. "Il nostro obiettivo è quello di fornire tutte le risorse necessarie per avere una grande squadra per lungo tempo - spiega l'uomo d'affari statunitense, che proprio oggi ha lasciato la Capitale dopo alcuni giorni di full immersion nel mondo a tinte giallorosse -. Dire che vogliamo vincere entro un certo numero di anni non credo sia il mio compito. Noi dobbiamo fornire le risorse, poi abbiamo lo staff manageriale ed e' solo una questione di tempo arrivare dove meritiamo di essere".

Staff che secondo Pallotta è di primissimo livello: "Sapevo già prima della loro competenza, è un incredibile gruppo di talenti, e mi piace moltissimo quello che sta facendo Luis Enrique - sottolinea il socio del presidente DiBenedetto e degli altri due azionisti Ruane e D'Amore -. Dal mio punto di vista spero soltanto che la proprietà possa essere quanto più possibile vicina alla bravura dello staff tecnico, così saremo una grande squadra per lungo tempo". Perchè a Pallotta, più del business attorno alla 'Magica', interessa il valore del club: "Non vorrei vedere la Roma come un investimento, per me non è importante sotto l'aspetto finanziario. Come sono stato fortunato per essere riuscito a far parte di qualcosa con i Boston Celtics (nota franchigia del campionato di basket Nba, ndr), per me anche questa è un'opportunità per creare di nuovo qualcosa di veramente speciale, avere Roma al top nel mondo, una delle migliori squadre, perchè questo è ciò che Roma dovrebbe essere". Insomma, "se la Roma fa bene non è qualcosa che può cambiarmi la vita o quella dei miei soci da un punto di vista finanziario. E' più una questione di cuore".

Legata anche agli affetti familiari. "La famiglia di mio padre ha origini romane, la famiglia di mia madre è di Bari - ricorda Pallotta -, mi considero al 100% italiano prima ancora di considerarmi americano. E sono entusiasta di avere avuto una tale fortuna nel diventare proprietario della Roma". Anche grazie al lavoro dei manager spediti nella Capitale da Pallotta, poi, la Roma nel prossimo futuro si renderà protagonista di numerose novità. "Riguardo il brand, la Roma, da un punto di vista sportivo, è il meno "sfruttato" al mondo - ammette il businessman di Boston -. Prima di tutto e più di tutti noi abbiamo Roma, che sta sopra a tutte le altre città, perciò la possibilità di divulgare il brand è significativa, abbiamo in cantiere anche un tour negli States la prossima estate, e la mia idea è quella di una tournee come mai sia stata fatta prima".

Un inedito insomma, un po' come il tuffo di ieri, completamente vestito, nella piscina adiacente ai campi di Trigoria. Un gesto che Luis Enrique ha definito simpatico, divertente. "Credo spieghi un po' come è fatto Pallotta: una persona aperta, ottimista, con tanta voglia di fare bene qui a Roma - le parole del tecnico asturiano -. Credo che la sua presenza qui sia stata importante, sentire dalla sua voce quello che vuole, cosa pensa, come vede la Roma. E' importante per chi lavora nella Roma conoscere la strada su cui si cammina".

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