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01 febbraio 2012

Non è più il mercato dell'anno scorso: estero, pochi colpi

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Dal Twitter di Cissè, ecco la prima foto di gruppo al Qpr dell'ex attaccante della Lazio con i nuovi compagni Federico Macheda e Taye Taiwo (@djibrilcisse1)

Il gennaio 2011 si chiuse con botti fragorosi. L'ultimo giorno di mercato è stato invece il manifesto della nuova tendenza: il risparmio. I trasferimento più importanti? Pizarro al City, Saha al Tottenham, Zamora al Qpr. Arshavin verso l'Anzhi di Eto'o

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di Luciano Cremona

Il 31 gennaio 2011 era stato il giorno più pazzo della storia del mercato inglese. Abramovich tornò a fare il magnate, per un giorno, spendendo più di ottanta milioni di euro per ingaggiare Fernando Torres e David Luiz. Il Liverpool chiuse per Luis Suarez e Andy Carroll. Insomma, un terremoto dorato. Un anno dopo la recessione ha lasciato il segno. Deloitte ha certificato il calo degli affari: sono stati investiti circa 60 milioni di sterline (72 milioni di euro), molto al di sotto del record di 225 milioni di sterline (355 milioni di euro) spesi nel gennaio 2011, con un calo di oltre il 70%. Solo il Qpr ha provato a fare la voce grossa e a rinforzarsi in maniera importante. Il Chelsea, dal canto suo, aveva già preso Gary Cahill e non ha sentito il bisogno di fare, ancora una volta, la parte della spendacciona.

In tutto questo, l'acquisto più 'cool' è stato David Pizarro al Manchester City. Un prestito. Insomma, una trattativa perfetta per fotografare il momento degli affari internazionali: il low cost ha dominato. Così è diventato di interesse primario il passaggio del cileno alla corte di Mancini, che alla fine si è ritrovato tra le mani pure Tevez. Il Chelsea, a dir la verità, un acquisto l'ha anche fatto: si tratta di Kevin De Bruyne, attaccante classe 91, belga. Rimarrà in prestito al Genk fino al termine della stagione. Pagato 7 milioni di euro, ha una particolarità: ha più gol che presenze nell'Under 19 belga.

Dicevamo del Qpr. Dopo aver ingaggiato Taywo, Federico Macheda e Djibril Cissè, la squadra di Londra ha ingaggiato dal Fulham il centravanti Bobby Zamora, sborsando 5,4 milioni di euro. Il Tottenham ha puntellato l'attacco con, ovviamente, un prestito: dall'Everton è arrivato Louis Saha, non proprio un giovane di primo pelo. Percorso inverso, invece, per Steven Pieenar, che torna ai Toffees, che hanno aperto le casse per ingaggiare l'attaccante dei Glasgow Rangers Nikica Jelavic (7,2 milioni). Gli Spurs hanno salutato temporaneamente Vedran Corluka e Sebastien Bassong: il terzino croato si è trasferito al Bayer Leverkusen, il camerunese al Wolverhampton. Pavlyuchenko invece ha salutato definitivamente: ha firmato con la Lokomotiv Mosca (9 milioni di euro). Wayne Bridge è riuscito a lasciare il Manchester City, firmando (in prestito, chiaramente) per il Sunderland, che ha preso anche Kyrgiakos. Bene il Newcastle: negli ultimi giorni non si è mosso, ma aveva già ingaggiato il senegalese Papiss Cissé per 12 milioni.

E l'Arsenal? È rimasto fermo ad Henry? Più o meno. Ha prelevato dal Borussia Dortmund il croato-tedesco Thomas Eisfeld, centrocampista offensivo che ha appena compiuto 19 anni. Per Hazard se ne riparlerà a giugno. Chi invece ha ancora tempo per fare le valigie e lasciare l'Emirates è Andrej Arshavin: è molto vicino all'Anzhi di Eto'o. C'è ancora tempo per chiudere la trattativa, in quanto il mercato russo chiuderà solo tra tre settimane. Anche il Liverpool ha puntato su un giovane talentuoso centrocampista, chiudendo con lo Sporting Lisbona per Joao Carlos Teixeira.

In Spagna movimenti minimi. Le caselle acquisti di Barcellona e Real Madrid sono rimaste vuote. Gli ultimi colpi hanno riguardato solo giocatori provenienti dall'Italia: Coutinho all'Espanyol, Babacar al Racing Santander e Ghezzal al Levante. Tutti a titolo temporaneo. Il colpo più importante del mercato tedesco è stato invece il passaggo di Mohamed Zidan dal Borussia Dortmund al Mainz.

Insomma la parte della regina, in questo mercato invernale, l'ha fatta il Paris Saint-Germain. Non solo per l'acquisto last minute di Thiago Motta, ma anche per i colpi Alex (Chelsea) e Maxwell (Barcellona). In un periodo di crisi e di trasferimenti temporanei, Carlo Ancelotti non ha proprio di che lamentarsi.

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