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05 luglio 2012

Moratti dixit: ecco la nuova Inter in cinque mosse

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La prima è Stramaccioni, un tecnico stimatissimo. Poi c'è la gioventù, le dismissioni eccellenti di alcuni senatori che hanno fatto la storia, il progetto ormai concreto di uno stadio di proprietà. E infine l'entusiasmo. Ovvero, la voglia di ripartire

La nuova Inter in 5 mosse. La disegna Massimo Moratti in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. La prima si chiama Stramaccioni "allenatore di talento con una forte preparazione, passione, competenza. Tecnico credibile e affidabile" Un giovane adulto, insomma, cui affidare le chiavi della rinascita.

La seconda si chiama gioventù, parola d'ordine di un rinnovamento che ha solide basi, visti i tanti titoli giovanili vinti dall'Inter: "Quando vedi nuovi ragazzi in campo - dice Moratti - ho la stessa sensazione di attesa di quando si vede per la prima volta un nuovo straniero. Ne parlano bene, lo aspetti, lo vedi giocare: è una scoperta. Qui so che c'è bravura e anche talento".

Di qui nasce la terza mossa, quella delle dismissioni eccellenti. Il triplete varca il confine che lo pone nella storia. Ora è tempo di costruire il futuro e di pensare anche ai bilanci. "La mancanza la sentirò per tutti gli artefici dei recenti trionfi, ma so che devo mandare avanti una società e metterla davanti ai sentimenti. Tra l'altro per qualcuno c'è anche la possibilità di rilanciarsi altrove...".

Quarta mossa, lo stadio: "Progetto importante e concreto. Se tutto s'incastra, e sottolineo se - precisa il presidente - fra i 3 e i 5 anni tutto si può completare". Manca solo una mossa, la quinta. Ma potrebbe essere la prima. "Entusiasmo da uno a dieci? Assolutamente dieci. Stiamo costruendo una cosa che possa avere credibilità, durata, forza". E' l'anno zero, ma l'Inter riparte da...10.

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