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13 luglio 2012

"Una proposta che non puoi rifiutare". Psg stile Real

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Madrid, Londra, Parigi. Tre capitali europee e tre proprietari dal portafogli gonfio. In principio fu Florentino Perez, poi venne Abramovich coi petrorubli. Ora tocca al Paris Saint-Germain di Leonardo e Ancelotti: 200 milioni per un anno di mercato...

La tattica è semplice ed efficace: fare un'offerta che non si può rifiutare. A patto di avere i soldi per sostenerla, ovviamente. Madrid, Londra, Parigi. Tre capitali europee e tre proprietari dal portafogli gonfio. In principio fu il Real galattico di Florentino Perez ,varato nel 2000. Poi venne il Chelsea, ricostruito con i rubli di Roman Abramovich. Ora tocca al Paris Saint-Germain di Leonardo e Ancelotti, finanziato dai petrodollari dell'emiro Al Thani. Le prime due hanno vinto tutto. I francesi vogliono farlo a tutti i costi.

L'Invincibile armata bianca ci riuscì nel 2002, quando sconfisse il Bayer Leverkusen grazie a Zidane, costato 70 milioni di euro. Negli anni poi arrivò gente come Figo, Ronaldo, Beckham, Owen, Robinho. Solo per questi sei giocatori Perez spese 270 milioni di euro.

Dieci anni dopo, nel 2012, lo scettro d'Europa è toccato al Chelsea guidato da Roberto Di Matteo, imprevedibile e tardivo esecutore del piano dorato di Abrahmovic. Cui Fernando Torres è costato quasi 60 milioni di euro, Drogba più di 30, Shevchenko 45.

Ora i vertici del Psg si stanno adeguando: se riuscissero a portare Ibra e Thiago Silva sotto la Tour Eiffel avrebbero speso 200 milioni in un anno. Circa un terzo di quello che ha sborsato l'altro sceicco, Mansour, per costruire un Manchester City capace di vincere la Premier. City che per ora sta a guardare, proprio come il Real. Si aspettano i saldi di fine mercato, soprattutto in Spagna, dove le banche, salvate dall'Europa, non possono più garantire i debiti delle grandi squadre. Nel risiko degli spendaccioni, ora non è proprio il loro turno.

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