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05 settembre 2012

Australia, ecco come funziona l'A-League nel segno di Alex

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Quando nel 2004 l'Australia scoprì il calcio professionistico, Del Piero iniziava la sua 12esima stagione in bianconero, quella dell'arrivo di Ibra a Torino. Otto anni dopo 10 franchigie, sparse tra gli oltre 7 milioni di kmq di tutto il Paese

Quando nel 2004 l'Australia scoprì il calcio professionistico e fu fondata l'A-League, Alessandro Del Piero iniziava la sua 12esima stagione in bianconero, quella dell'arrivo di Ibra a Torino e delle prime panchine per il capitano con Fabio Capello.

Una crescita rapida quella dell'A-League che oggi vanta ben 10 franchigie, sparse tra gli oltre 7 milioni di kmq di un Paese che oggi si presta eccome alla cosiddetta "scelta di vita" di Alex. Il Sydney Fc nel 2004 era appena nato e non avrebbe mai immaginato, forse, che un giorno avrebbe incrociato la strada di chi quell'anno aveva già segnato 108 gol in Serie A.

Decise di partire forte, vincendo subito il primo storico campionato (bissato nel 2010). Nel piccolo albo d'oro dell'A-League sono entrate due volte anche il Melbourne Victory, i fortissimi Brisbane Roar ed i Newcastle Jets. Per essere i "padroni" del soccer Australia, però, occhio al regolamento. Complicato? No, complicatissimo. Le 10 franchigie, infatti, si affrontano prima in regular season (27 giornate) e poi ecco i playoff con una composizione che definire curiosa è poco: 1° e 2° si sfidano subito e la vincente vola in finale. La perdente sfida la vincente degli spareggi dalla 3° alla 6° in classifica. Infine la Grand Final che elegge i campioni dopo una corsa che quest'anno inizierà il 6 di Ottobre. E il Sydney, permettetecelo, con Alex Del Piero non può che non partire per grande favorita…

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