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05 gennaio 2013

Razzismo, Boateng: "Io ancora in Italia? Dobbiamo vedere"

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Boateng è nato a Berlino da mamma tedesca e papà ghanese, ma ha optato per la cittadinanza del paese africano (Foto Getty)

Il giocatore ghanese del Milan si sfoga con il giornale tedesco Bild dopo l'episodio di Busto Arsizio . E parla di un possibile addio alla Serie A. "Ci dormirò sopra, poi settimana prossimo parlerò con il mio agente". Denunciati 5 tifosi della Pro Patria

"Bisogna vedere se ha ancora senso giocare in Italia". Kevin-Prince Boateng non esclude l'ipotesi di lasciare l'Italia dopo l'episodio accaduto giovedì nell'amichevole che il Milan ha giocato a Busto Arsizio con la Pro Patria. Il ghanese, oggetto di insulti razzisti, ha lasciato il campo, seguito dai suoi compagni. "Non farò finta di niente", dice Boateng al quotidiano tedesco Bild. "Ci dormirò su per 3 notti, poi la prossima settimana incontrerò il mio agente Roger Wittmann. Bisogna vedere se ha ancora senso giocare in Italia".

Il Principe, nato a Berlino da papà ghanese e mamma tedesca ha raccontanto al tabloid tedesco l'episodio."Ho potuto sentire i primi versi da scimmia dopo cinque minuti - racconta - all'inizio non ho pensato nulla ma poi si sono ripetuti e sono andato dall'arbitro avvertendolo che se fossero proseguiti avrei lasciato il campo. Ha provato a calmarmi ma quando sono ricominciati i cori, allora ho pensato "adesso basta, non continuerò a giocare"". Per Boateng "è facile chiudere un occhio, agire è più difficile, ma avrei fatto la stessa cosa anche se fosse stata una partita di Champions contro il Real Madrid e lo farò sempre. Ero arrabbiato, triste, scioccato, il fatto che cose come queste accadano ancora nel 2013 è una disgrazia, non solo per l'Italia ma per il calcio nel mondo. Volevo mandare un segnale forte perché cose del genere non possono esistere, dobbiamo aprire gli occhi. Quando è troppo, è troppo, il razzismo non ha posto nel calcio.

Denunciati cinque tifosi della Pro Patria -
I supporters della squadra di Busto Arsizio sono stati identificati dagli agenti della questura di Varese e dalla Digos locale attraverso le immagini delle telecamere presenti durante l'amichevole Pro Patria - Milan e denunciati per il reato di divulgazione, in concorso, di espressioni di razzismo. I cinque erano in compagnia del ragazzo identificato immediatamente al termine della partita e già deferito ieri per i cori razzisti indirizzati a Kevin Prince Boateng.  E' in corso l'istruttoria per l'emanazione nei loro confronti dei provvedimenti per il Divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo).

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