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25 gennaio 2013

L'Innominato Maupay e i suoi fratellini in giro per l'Europa

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Neal Mapuay segna il gol decisivo nella sfida con l'Evian (foto Getty)

Dalle giovanili alla prima squadra nei maggiori campionati europei. E' il destino incrociato di tanti calciatori ancora minorenni che mirano a conquistarsi un posto nei top club d'Europa: dall'attaccante "senza nome", a Romagnoli e Donkor, alla Premier

L'Innominato ha finalmente un nome, anche sulla maglia. Si tratta di Neal Maupay, attaccante francese del Nizza nato a Versailles il 14 agosto 1996 e che fino a poche settimane fa scendeva in campo con il numero 33 stampato sulla schiena, ma senza il nome. Da qui il soprannome affibbiatogli dai media transalpini. “Colpa” della giovanissima età e del tipo di contratto stipulato con la società della Costa Azzurra. Poco male: Neal ha esordito alla grandissima in Ligue1 a settembre e segnato il suo primo gol, decisivo, al 91’ contro l’Evian in dicembre diventando il secondo marcatore più giovane della storia del massimo campionato francese. Ad oggi ha collezionato 8 presenze e due reti, la seconda con un nuovo numero sulla schiena – il 18 – ed il proprio cognome sulla maglia. Superfluo, ormai, dato che a Nizza e in Francia lo conoscevano già tutti.

Neal è in buona compagnia: sono tanti gli under-18 che stanno lentamente conquistandosi un posto nei club dei campionati più importanti d’Europa. In questo caso merito, più che colpa, del fair play finanziario e delle scommesse su cui tanti club si vedono costretti a puntare per la prima squadra. Il Nizza, in questo senso, è un esempio virtuoso: 4 campionati vinti negli anni ’50, il fallimento all’inizio degli anni ’90, la retrocessione e il lento rilancio, fino al quarto posto attuale in classifica dietro top club come il PSG, il Lione e il Marsiglia con una rosa zeppa di ragazzi al di sotto dei 25 anni e un nuovo eco stadio - l'Allianz Riviera - in costruzione che dovrebbe essere pronto per la nuova stagione.

Un altro campionato propenso da sempre a dare spazio ai giovanissimi è la Premier. Nella prima metà della stagione in corso hanno esordito in club come Chelsea e Liverpool due giovanissimi di cui è impossibile pensare che non sentiremo parlare: Nathan Akè ( 18 febbraio 1995) con la maglia dei Blues e Jerome Sinclair (20 settembre 1996) con i Reds. Il primo, un difensore olandese cresciuto nel Feyenoord e capitano delle varie rappresentative giovanili del proprio paese nelle quali ha giocato, ha esordito il 26 dicembre 2012 in Premier, il secondo è diventato il più giovane esordiente della storia del proprio club il 26 settembre 2012 durante il terzo turno di League Cup dopo essersi messo in mostra nella NextGen Series.

E in Italia? Ci pensa Zeman, come sempre, a gettare nella mischia i giovanissimi. Chiedere ad Alessio Romagnoli, nato il 12 gennaio 1995, diciottenne da pochi giorni, ma aggregato alla prima squadra già dal ritiro pre campionato. Esordio da titolare e ’90 minuti contro l’Atalanta in Coppa Italia, esordio in Serie A pochi giorni dopo contro il Milan. Un altro che ama lavorare coi giovani, avendo raccolto grandi soddisfazioni con la Primavera, è l’allenatore dell’Inter Andrea Stramaccioni, cui Isaak Donkor – 15 agosto 1995 – deve il proprio esordio in Europa League, a novembre contro il Rubin Kazan. Dal vivaio al palcoscenico della prima squadra: e se i top player li avessimo già in casa?

(M.V.)

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