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16 agosto 2013

Extracomunitari e mercato: se la regola contiene l'inganno

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L'ultimo argentino del Catania, Gino Peruzzi, è stato acquistato grazie allo "slot" liberato dalla partenza del "Papu" Gomez (foto Getty)

IL CASO . A riportare l'attenzione sul tema è stato Babù, ex pupillo di Zeman preso dalla Roma solo per liberare uno "slot" al colpo Gervinho. Ma non è un caso isolato e la ragione è semplice: è la norma a permettere la scappatoia. E i club ne approfittano

di Stefano Rizzato

Per qualcuno è una norma discriminatoria. Per altri un giusto freno all'invasione di stranieri che penalizza i vivai e i giovani italiani. Di certo è la regola più aggirata del calciomercato di casa nostra. E anche una delle più difficili e articolate, come si vede nel comunicato relativo alla stagione ormai alle porte.

Quello che conta, in sintesi, è che ogni club che ha già due o più giocatori extracomunitari in rosa può acquistarne di nuovi (fino a un massimo di due), solo in due casi:
1. se il nuovo acquisto va a sostituire un giocatore extracomunitario in rosa che viene ceduto all'estero
2. se un giocatore extracomunitario in rosa acquisisce cittadinanza europea.

Una norma dettata dalle leggi non sportive ma nazionali e in particolare dalla Bossi-Fini, che regola i flussi migratori verso l'italia. Il problema è che tra i meandri della regola c'è anche la scappatoia: limiti e vincoli non si applicano ai giocatori extracomunitari che già giocano in Italia. Che così diventano "merce" pregiata.

Ecco allora la Roma acquistare l'ex Lecce Babù dalla Paganese, ma solo per spedirlo all'estero e far posto al colpo Gervinho. Stesso identico escamotage usato per avere Maicon, "smarcato" grazie all'acquisto e all'immediata cessione di Amara Konaté. Chissà a quanti altri toccherà la stessa sorte.

La pratica, va detto, è perfettamente lecita e non è nemmeno una novità del mercato 2013 visto che ci stati casi anche negli anni passati. Di certo in casa Aic non sono molto contenti e Tommasi ha più volte espresso tutta la sua contrarietà. Ma finché le norme sono queste, sarà difficile che i club rinuncino alla scappatoia.

Intanto, anche più in generale, la situazione extracomunitari ha finito per influenzare il mercato. Spesso, la scelta di confermare, svincolare o cedere un giocatore dipende molto anche dal passaporto. Lo sa bene l'uomo promozione del Carpi, Kabiné, ritrovatosi svincolato proprio per liberare il solito slot. Ma vale anche per altri casi, come la cessione di Taiwo, sacrificato dal Milan anche per fare spazio al possibile arrivo di Honda.

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