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05 settembre 2013

The italian job fra i pali della Premier: tocca a Viviano

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Emiliano Viviano è stato acquistato in prestito dall'Arsenal (Getty)

NUMERI 1 . Cudicini a parte, il massimo campionato inglese non è mai stato fortunato per i portieri italiani: l'ex viola ai Gunners mentre Mannone fa panchina al Sunderland. Padelli fu meteora a Liverpool. Poi Sereni, Ambrosio e un Taibi da dimenticare

di Lorenzo Longhi

Scherzi dello sponsor tecnico: la prima maglia dell'Arsenal che ha indossato, nel giorno dei primi scatti per i fotografi, era di color viola. Come quella della sua squadra del cuore, nonché ultimo club: Emiliano Viviano è il nuovo portiere dell'Arsenal, dove si giocherà il posto con il titolare designato Szczesny e con Fabianski. Una porta pesante, quella dei Gunners, che dall'addio di Seaman ha visto un impressionante turnover fra i pali. Ecco perché Viviano spera.

Spera di fare almeno come l'unico portiere italiano ad avere avuto successo in Premier, Carlo Cudicini che, arrivato al Chelsea nel 1999, ha giocato da titolare nelle prime stagioni vincendo il titolo nel 2005 e nel 2006 da riserva di Cech. Tuttavia, avendo giocato in entrambi i campionati appena 3 partite, non ha mai avuto l'onore di ricevere la medaglia che spetta ai vincitori della Premier, che si ottiene solo disputando almeno 10 gare. Dopo 10 anni al Chelsea, è passato al Tottenham: per lui 14 stagioni e 161 presenze in Premier. Per crescere sotto l'ala di Cudicini e diventare titolare poi, nel 2004 Ranieri portò al Chelsea Marco Ambrosio, che fallì l'opportunità ma arrivò anche a giocare una semifinale di Champions contro il Monaco.

Niente da fare, più recentemente, per Daniele Padelli, una sola presenza (e due reti al passivo) nel Liverpool 2006-07. I tifosi del Manchester United ricordano con un brivido Massimo Taibi, ingaggiato nel 1999 per sostituire Schmeichel. Iniziò come titolare, poi una serie di errori gli costarono il posto; restò pochi mesi, vinse la coppa Intercontinentale (da secondo di Bosnich) e tornò in Italia. Matteo Sereni arrivò in Inghilterra nel 2001, ingaggiato dall'Ipswich Town per rimpiazzare Wright, finito all'Arsenal: fu un'annata disgraziata a Portman Road e la squadra retrocesse.

Meglio è andata a Vito Mannone, "fuggito" 18enne nel 2005 dall'Atalanta per sposare l'Arsenal. E' finito nel calderone Gunners, oggi è il secondo al Sunderland di Di Canio. Mannone ha giocato anche in Championship con Barnsley e Hull City. Ma ci sono altri portieri due italiani che, pur ingaggiati da squadre di Premier, non hanno lasciato il segno: Andrea Guatelli, oggi allo Zurigo, venne tesserato dal Portsmouth senza mai giocare, così come Raffaele Nuzzo, zero presenze con Coventry e Wigan.

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