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02 luglio 2014

Cagliari, primo messaggio da Zeman: "Nessun intoccabile"

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Attesa per vedere in campo il nuovo Cagliari di Zeman, primo allenatore dell'era Giulini (Foto Getty)

Trattamento identico per tutti: per gli uomini al centro del mercato e i pilastri degli ultimi anni della squadra. E' questa una delle regole del nuovo allenatore dei sardi. Sul Bologna: "Spaventato dalla crisi societaria, ho rifiutato all'ultimo"

E' già in forma campionato, Zdeněk Zeman: la conferma arriva direttamente nel giorno della presentazione a Cagliari. Nessuno può pensare di avere la maglia da titolare cucita addosso, nemmeno il capitano. "Il posto non ce l'ha assicurato nessuno, neanche Conti, anche se parte avvantaggiato dal fatto che lo conosco. In questi anni ha dimostrato che ha personalità, nonostante potesse sembrare un raccomandato dal papà". Stesso principio in chiave mercato: "Sono sempre dell'avviso che non esista un giocatore incedibile, dipende da quello che si vuole fare. Astori? E' un giocatore importante, penso che abbia anche qualche richiestadalle grandi di Serie A, se può migliorare è giusto che migliori. Noi saremmo contenti se rimanesse con noi, ma non voglio tarpare le ali a gente che ha prospettiva".

Il no al Bologna - "A me dispiace, avevo raggiunto l'accordo con gli emiliani prima, poi mi sono spaventato della situazione in società", ammette Zeman, "Così ho scelto Cagliari, guidato da una nuova proprietà che ha voglia di fare, quindi secondo me è andata bene per me". "La sociteà cambierà molto, perchè Cellino e Giulini sono due persone penso completamente diverse", aggiunge il boemo, "Cellino lo conosco da tanti anni, è uno vulcanico, uno che si fa sentire e vedere, mentre Giulini mi sembra un tipo tranquillo, che ama stare più dietro le quinte".

Alla Figc chi ama football e non i soldi -
In conferenza stampa si parla anche della rivoluzione del calcio italiano: "Si parla di cambiare tutto, ma se l'Italia avesse vinto un'altra partita non staremmo qui a parlarne. Ora mi sembra chiaro: il calcio italiano non è più dov'era prima". "Chi metterei alla guida della Figc? - ha aggiunto - chi ama il calcio e non i soldi. E comunque chi vuole cambiare qualcosa".

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