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10 agosto 2014

Pogba bros, quando il mercato è un affare di famiglia

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Il tweet di benvenuto di Paul Pogba al fratello Mathias

Mathias, fratello dello juventino Paul, è stato acquistato dal Pescara e il suo ingaggio aggiunge un capitolo alla saga dei "fratelli di" stranieri del nostro calcio. Che comprende anche i Frey, i Maradona, i Seedorf, gli Izecson Leite e tanti altri...

di Lorenzo Longhi

Li abbiamo visto abbracciati a Conte con la maglia bianconera adosso, i fratelli di Pogba. Da qualche giorno uno dei due Mathias, è un giocatore del Pescara, e il ricongiungimento di famiglia dei Pogba finisce così per aggiungere un altro capitolo alla saga dei "fratelli di", vale a dire ai calciatori stranieri che hanno seguito, in tempi recenti e con maggiore o minore (in)successo, i congiunti pionieri nel calcio italiano. Una storia di tante storie.

Digao chi? Chi fosse quel ragazzo alto e smilzo con la tuta del Rimini dev'esserselo chiesto, il 25 settembre 2005, l'arbitro Rocchi, quando a Mantova, in una gara di B, non poté metterlo a referto. Era Rodrigo Izecson dos Santos Leite, il fratello di Kakà, che avrebbe dovuto giocare titolare esordendo così in Italia, ma aveva lasciato a Rimini i documenti. Finì in tribuna, salvo esordire qualche anno dopo in A con i rossoneri, nella sua inica presenza nella massima serie. 12 presenze in più per il più famoso fra i fratelli stranieri approdati in Italia, Hugo Maradona, la cui storia ad Ascoli peraltro è conosciuta. Anche Nicholas Burdisso, in Italia dal 2004, ha una... raccomandazione nell'armadio, quella per il fratello Guillermo, che sistemò alla Roma per alcuni mesi nel 2010. E che dire di Seedorf? Giocava nell'Inter quando, nel 2000, Moratti portò a Milano suo fratello Chedric accomodandolo nelle giovanili. Per Chedric, poi, un po' di C, con Legnano, Pizzighettone e Monza, dove lo raggiunse poi pure il cugino Stefano. Fu anche di proprietà del Milan ma, almeno, non ha presenze ufficiali né con i rossoneri né con l'Inter.

Contemporanei. 445 sono le gare in A di Sebastien Frey dal 1997 al 2013, 144 al momento quelle del fratello Nicolas, che arrivò dalla Francia nel 2004. Pià e Joelson, i fratelli brasiliani Inacio, hanno giocato assieme nelle giovanili dell'Atalanta e e fatto poi il giro d'Italia, per ricongiungersi nel 2011 al Pergocrema e risepararsi la stagione successiva, mentre il finlandese Roman Eremenko raggiunse l'Italia, Udine per la precisione, nel 2005, quando il fratello Alexei già da un anno giocava a Lecce. Furono in Italia contemporaneamente anche i fratelli Ayew (il mediocre Kwame, al Lecce dal 1993 al 1995, e l'ottimo Abedì Pelè, al Toro dal 1994 al 1996). Poi, nel 2002, per qualche mese - ma senza presenze ufficiali - Martin Jorgensen - uno che in Italia ha disputato un'eccellente carriera- si ritrovò per qualche mese ad Ancona il fratello minore Mads.

Staffetta. Ci sono poi quelli che, in Italia, si sono solo passati il testimone. Rubinho, che oggi è il terzo portiere della Juventus, arrivò in Italia nel 2006, nel Genoa, che due anni prima era stato l'ultimo club italiano del fratello, Zé Elias. Lo stesso destino dei danesi Laudrup: Michael lasciò la Juventus nel 1989, Brian raggiunse la Fiorentina nel 1992, l'anno della retrocessione. Nel 1992 arrivò in Italia anche Sergio Fabian Zarate, argentino noto più che altro per le canzonature della Gialappa's, che in tutta l'annata segnò solo due reti, peraltro contro Zeman, facili facili. Ma il gol migliore lo siglò nel 2008, quando portò in Italia - nelle vesti di procuratore - il fratello Mauro, più giovane di 18 anni e, soprattutto, calciatore di qualità ben più elevata. Ivan Helguera, delusione romanista edizione 1997-98, restò appena un anno, mentre si fermò più a lungo il fratello Luis.

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