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29 dicembre 2014

Torres e i due "JM": bidoni spagnoli riciclati dall'Atletico

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José Mari, Fernando Torres, Javi Moreno: tre attaccanti spagnoli che al Milan hanno fallito e su cui l'Atletico Madrid ha deciso di puntare

Ecco il profilo: attaccante, spagnolo, un flop nel Milan. Il "Niño" sulle tracce di José Mari e Javi Moreno, suoi connazionali che dopo aver fallito in rossonero hanno tentato di rilanciarsi in Patria. Tutti, curiosamente, con la maglia dei colchoneros

di Vanni Spinella
Il prossimo attaccante spagnolo ci penserà tre volte prima di firmare per il Milan: rifletterà sulla parabola di José Mari, pagato dai rossoneri 40 miliardi nel mercato invernale del 1999 e rispedito al mittente come un pacco difettoso; ripenserà all’anno da incubo di Javi Moreno, arrivato con la fama del bomber implacabile e ripartito con quella della mammola d’area di rigore; ricorderà l’invecchiamento precoce di Fernando Torres, da “niño” a “nonno” nell’arco di 4 mesi passati a Milano. E alla fine firmerà in un solo caso: se il suo inconfessabile desiderio è in realtà quello di giocare nell’Atletico Madrid.

José, generoso e scientifico - Sì, perché questo pare il destino degli attaccanti spagnoli che fanno flop al Milan: essere subito girati ai colchoneros, sempre disposti ad accoglierli incuranti dei numeri da incubo che li accompagnano. José Mari il primo, si diceva: attaccante rapido, generoso, di grande corsa e buona tecnica. La classica definizione che si dà dei centravanti che non vedono benissimo la porta. I suoi gol nella Liga, comunque, li fa (una trentina in un centinaio di partite) e a Zaccheroni serve più che altro una punta mobile da inserire nel tridente con Bierhoff totem e Sheva che gli danza attorno. In due anni e mezzo con la maglia del Milan segnerà appena 5 gol in A, giocando in tutto 52 partite. Quasi scientifica la ripartizione: un gol nel primo mezzo anno, due nella stagione successiva, altre due in quella dopo. Pochino, anche per un attaccante “generoso”.

Javi preferisce pane e coppa - L’ultima stagione di José Mari in rossonero coincide con l’unica di Javi Moreno, voluto fortemente da Galliani che l’ha visto fare cose dell’altro mondo con la maglia dell’Alaves. Come raggiungere la finale di Coppa Uefa nel 2001 (capocannoniere del torneo con 6 gol in 8 partite), poi persa 5-4 contro il Liverpool: nell’occasione lui ne segna 2 in tre minuti. O come chiudere l’anno di Liga come terzo miglior marcatore dietro a Raul e Rivaldo che, grazie tante, giocano in Real e Barça. Galliani gioca d’anticipo e lo porta a Milano bruciando sia il Barcellona che lo aveva cresciuto nella sua cantera sia l’allenatore Terim, che non lo vede affatto (nelle gerarchie vengono prima Inzaghi e Shevchenko) e gli rimprovera il fatto di tentare di dimagrire continuando a mangiare la pasta con il pane. Javi Moreno chiuderà la stagione 2002-2003 con qualche buco in più alla cintura, 16 presenze in campionato e 2 gol, frutto di una doppietta al Venezia. A onor del vero va detto che, in coppa, gli spagnoli tornano a parlare la lingua del gol. Sette reti tra Uefa e Coppa Italia per Javi Moreno, con l’avventura dei rossoneri che si ferma in entrambi i casi in semifinale, 5 in 9 gare di Champions per José Mari l'anno prima. Ma senza trofei il ricordo si sbiadisce, lasciando vivo solo quello del bidone da campionato.

E alla fine arriva l'Atletico... - Ad ogni modo, a fine anno l’Atletico Madrid fa la spesa in casa Milan e punta sul rilancio della coppia José Mari-Javi Moreno. Se li mette entrambi nel carrello e si porta in Spagna il pacco contenente due JM al prezzo di uno. Ora è il turno di Torres, appena un gol in 10 partite di A, caso unico di pacco che si incarta da solo, specie davanti alla porta. Eppure il club di Simeone non si è lasciato intimorire. Amico spagnolo che giochi in attacco e sogni la maglia dell’Atletico Madrid, fidati: il Milan è la vetrina giusta per te…

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