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08 gennaio 2015

Mercato story: Tevez, Maxi Lopez e quei giorni in hotel

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Maxi Lopez con la maglia rossonera all'epoca del passaggio al Milan nel gennaio 2012 (Foto Ansa)

AMARCORD . Nella sessione invernale del calciomercato del 2012 il Milan provò a cedere Pato al Psg per poi buttarsi sull'Apache. Berlusconi bloccò tutto. L'attaccante ex Catania "prigioniero" per 5 giorni in albergo in attesa della firma

Prima puntata di "Mercato story" la rubrica con cui in questi giorni proveremo a ripercorrere un po' di storia delle sessioni invernali del calciomercato, ricordando trattative particolari o personaggi che hanno segnato il mercato di gennaio.

di Luciano Cremona

All'hotel NH di Piazza Repubblica di Milano dal 24 al 28 gennaio 2008 soggiornò un ragazzone argentino, capelli biondo platino, stanza di lusso. "Quello lì è il calciatore", dicevano le signore delle pulizie quando vedevano il ragazzo. Lui si svegliava, faceva colazione, poi si preparava per l'allenamento... nella palestra dell'albergo. Cyclette, tapis roulant, poi di nuovo in stanza. A consumare il telefono, in attesa di un sms o di una chiamata. E, soprattutto, a fondere i joystick della Playstation. Chissà, magari il calciatore, in quelle ore, si era trasferito nella squadra dei suoi sogni almeno nel videogioco.

Questa è la storia di Maxi Lopez, che ora spende le domeniche sulla panchina del Chievo, ma che tre anni fa fu al centro della più clamorosa e curiosa storia della sessione invernale del calciomercato. Una storia, la sua, legata da un filo intrecciato e difficile da districare. Proviamo a ricostruire il tutto, fino a spiegare perché l'argentino era "prigioniero" in un albergo di Milano a poche ore dallo scadere del calciomercato.

Agli inizi del gennaio 2012 Adriano Galliani si era accordato con il Paris Saint-Germain per la cessione di Pato ai parigini. Un'operazione conclusa, mancava solo l'ufficialità: il Milan avrebbe incassato quasi 30 milioni, il Milan di Allegri li avrebbe reinvestiti su Tevez, in quel periodo ai margini del City di Mancini (quante cose sono cambiate!). All'improvviso, il 12 gennaio, il colpo di scena: Pato, all'epoca fidanzato con Barbara Berlusconi, annuncia di voler rimanere al Milan. Silvio Berlusconi ci aggiunge il carico: "Resta perché voglio che resti". Cessione al Psg saltata, strada per Tevez in salita.

Il Milan decide così di cautelarsi e si mette d'accordo con il Catania (all'epoca allenato da Montella) per ingaggiare Maxi Lopez. Ma Galliani impone una strana formula, una sorta di "lo prendiamo solo se non riusciamo ad acquistare Tevez". Maxi, d'accordo con il Milan, si trasferisce nell'albergo del capoluogo lombardo in attesa di buone notizie. Il filo diretto è con il suo procuratore, Andrea D'Amico. Mentre Maxi è segregato nell'NH Hotel, Galliani intavola febbrili trattative con il Manchester City.

Ad un certo punto sembra tutto fatto per Tevez al Milan, manca solo una mail affinché l'affare si chiuda. Ma spunta una clausola, inserita dai dirigenti del City. Il Milan non può permettersi di affondare il colpo, troppo costoso. Così per Maxi, dopo 5 giorni, si aprono le porte... dell'albergo. Esce per una passeggiata, rientra, si rilassa, riceve la chiamata del suo procuratore. Il Catania aveva dato una deadline a Galliani, ovvero le 19 del 28 gennaio. Quando l'orologio segna le sette di sera Lo Monaco manda un sms all'amministratore delegato rossonero: "Allora, che fate?". Galliani si decide, e fa firmare a Maxi Lopez il contratto. Tevez sfuma.

Maxi Lopez viene perciò "liberato" e da lì a qualche giorno vestirà la maglia rossonera, annunciando di voler rimanere al Milan a vita. Wanda Nara, all'epoca sua moglie (e anche qui di cose ne sono cambiate), dichiara: "Era il suo sogno fin da quando giocava nel Barcellona". Galliani invece si concentra su Tevez: "Ne riparliamo a giugno". Nei successivi sei mesi andò così: Maxi Lopez (il cui prestito costò 1,5 milioni) segnò 2 gol in 11 presenze e non fu riscattato. Tevez restò al City fino al 2013 quando fu poi acquistato dalla Juve per 11 milioni, più o meno la cifra incassata dai bianconeri dalla cessione di Matri al Milan. Pato restò al Milan fino al gennaio successivo, giocando una manciata di partite: il Corinthians lo acquistò per 15 milioni. La metà di quelli che offriva, l'anno prima, il Psg.

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