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13 gennaio 2015

Mercato story: Pirlo al Brescia, magie in coppia con Baggio

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Nella seconda parte della stagione 2000/2001 il Brescia ha così tanti specialisti dei calci piazzati che... Pirlo viene impiegato per disturbare la barriera (Foto Getty)

AMARCORD. Nel gennaio del 2001 il giovane trequartista dell'Inter passa in prestito alla squadra allenata da Mazzone. Che gli cambia il ruolo e, in pratica, la carriera. E poi c'è quel lancio per Robi contro la Juventus...

Nuovo appuntamento con "Mercato story", la rubrica con cui ripercorriamo la storia delle sessioni invernali del calciomercato, ricordando trattative particolari, aneddoti o personaggi che hanno segnato il mercato di gennaio.

di Vanni Spinella

Immaginate questa azione: Andrea Pirlo supera la linea di centrocampo palla al piede, poi alza un attimo la testa ed elabora il progetto. Lascia partire un lancio dei suoi, a scavalcare tutti: morbido, calibrato. Ora immaginate che, alla fine di quell'arcobaleno, al posto della pentola d'oro ci sia una nuvola di cotone. Quel lancio perfetto, già soffice di suo, si adagia senza produrre rumore sulla cosa più accomodante che un pallone possa mai desiderare: il piede di Roberto Baggio.

Ora potete riaprire gli occhi e andare su Youtube. Sì, perché quell'azione è stata realmente pennellata, in collaborazione, da due dei più grandi artisti che il calcio moderno abbia mai conosciuto. Come se Leonardo (da Vinci, non de Araujo) fosse entrato nella Cappella Sistina mentre Michelangelo la affrescava e gli avesse chiesto se aveva bisogno di una mano.

A rendere possibile tutto ciò, il mercato di gennaio. Nella stagione 2000-2001 Pirlo è appena tornato all’Inter dopo l’ottimo campionato in prestito alla Reggina ma, nonostante in panchina sieda quel Tardelli che l’ha sempre coccolato nell’Under21, non riesce a trovare spazio tra gli attaccanti nerazzurri. Sì, attaccanti: perché all’epoca Pirlo è ancora un progetto di trequartista. Un interessantissimo progetto, per carità, ma ancora un giovane di 20 anni che crede di dover trovare la propria strada dietro alle punte. Così, nel gennaio del 2001, si decide di mandare il ragazzo a rifarsi le ossa in provincia, stavolta presso la bottega del sor Mazzone.

A Brescia il progetto è valido: tanti buoni mestieranti dotati di scalpello coesistono con grandi artisti del pennello, tra i quali il già citato Roberto Baggio. Per far posto anche a Pirlo non resta che una soluzione, la più semplice: Mazzone arretra il raggio d’azione del ragazzo di bottega, trasformandolo in un regista di centrocampo con licenza di andarsi a prendere il pallone davanti alla difesa per iniziare l’azione. Baggio, in attacco, è invece libero di arretrare per inventare l’ultimo passaggio. La storia assegnerà la paternità dell’idea di Pirlo davanti alla difesa ad Ancelotti, ma va riconosciuto che il primo a sondarne le doti di regista arretrato fu Mazzone. Pirlo, il Pirlo che conosciamo oggi, è sbocciato in gennaio. Purtroppo, a causa di un infortunio, in quella mezza stagione con Baggio giocherà appena 10 partite, al termine delle quali si troverà improvvisamente rossonero. Sarà solo l’inizio di tutto.



Ah, non vi abbiamo detto come finisce quell'azione. Robi non solo addormenta quel pallone sul suo piede fatato, ma nello stopparlo lo indirizza, con un leggero colpo di caviglia. Se lo porta sulla sinistra con un unico gesto, tagliando fuori van der Sar in uscita. Stop e dribbling in un colpo, non resta che appoggiare in rete il pallone dell'1-1 contro la Juventus a 3' dalla fine. Anche se avessimo dovuto immaginarla, non avremmo saputo fare di meglio.

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