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18 gennaio 2015

Mancio si è fermato a Empoli, per ripartire cerca un regista

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Roberto Mancini si sbraccia in panchina nel corso di Empoli-Inter (Getty)

LE IDI DI MARZIO. Al Castellani l'Inter ha fatto un passo indietro nel gioco. Per raggiungere il terzo posto non bastano i nuovi Shaq e Poldi. Dopo le cessioni potrebbe partire l'assalto a Mario Suarez e Lucas Leiva

di Gianluca Di Marzio
Prendete Valdifiori e dategli la maglia dell'Inter, almeno si vedrà ordine e linearità. Sos, serve un regista come il pane a Mancini che si sbraccia inutilmente dalla panchina, perdendo spesso il suo classico aplomb. Empoli, stadio Castellani, storia di un sabato a forma di gambero per il gioco nerazzurro. Cerchi l'Inter e non la trovi, sperduta nella ragnatela di una manovra memorizzata come quella di Sarri. Cuffia e microfono, per la prima volta vedo dal vivo Podolski e Shaqiri: il primo prova a fare l'esterno ma arranca, si vede che non è ancora in condizione, mentre lo squalo non azzanna ma mostra i denti affilati. Basta poco a Shaq per far intravedere raggi di positività, dribbling e senso dell'inserimento, questo sì che è un giocatore. In allenamento li ha colpiti tutti, punizioni a giro e talento ubriacante, basta mettere minuti nelle gambe e le ombre diventeranno luci. Basterà davvero? Per giudicare lo svizzero sì, per conquistare il terzo posto no.

L'Inter di oggi (ieri) è ancora un cantiere aperto, dove le certezze sono rappresentate da chi -Vidic- sembrava fuori progetto ed è comunque un segnale. Si accende così la spia della riserva: cercasi sviluppo della manovra disperatamente. Medel ringhia e recupera, Guarin si adatta ma non brilla da mediano, va meglio quando entra Kovavic e il centrocampo passa a tre con Hernanes non più largo e fuori pista. Meglio sì, ma non abbastanza per far tremare l'Empoli che non sa più vincere e segnare in casa, abbonato allo 0-0. In tribuna, Spalletti si lucida la pelata e Prandelli si accarezza la barba sempre più bianca. Guardano Mancini incazzarsi davanti alla panchina e forse non lo invidiano. Fossero al posto suo chiederebbero - come farà Robi- un altro sforzo al presidente per prendere Lucas Leiva o Mario Suarez. Risposta: prima vanno venduti Osvaldo e un paio di giovani, mandando un messaggio al Fair Play, poi si potrà iniziare a trattare con Liverpool o Atletico Madrid. Nemmeno Sarri comunque è geloso di Mancini, il suo Empoli gioca meglio dell'Inter e per una notte anche Maurizio si sente allenatore da grande. Non toglietegli Valdifiori e lasciate che si fumi le sue amate Merit gialle. Allo squalo per adesso ha fatto paura più lui.

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