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27 gennaio 2015

Bari e il pensiero tentatore. "E mett'a Cassano!"

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Antonio Cassano con la maglia del Bari (Getty)

LE IDI DI MARZIO. Appena dopo la notizia della rescissione tra il Parma e FantAntonio si sono azzardate le ipotesi. Una su tutte: quella del ritorno al San Nicola. Cassano vuole prendersi qualche giorno per riflettere, poi deciderà il suo futuro

di Gianluca Di Marzio
Una telefonata allunga il mercato e alimenta sogni. Bari, da ieri sera non si parla d'altro: "E torna Cassano!", un messaggio diretto al figliol prodigo della città, indeciso se accettare l'offerta della società che l'ha lanciato. "E mett'a Cassano!", il ritornello è leggermente cambiato rispetto a quello che simpaticamente risuonava da sottofondo nelle notti azzurre. La verità è che Bari non ha mai dimenticato quel ragazzo cresciuto a pane e San Nicola, lo ha accompagnato con gli occhi spiritati in quel dribbling contro l'Inter quando pochi sapevano che fosse un grande talento. Lo ha poi seguito in tutte le sue avventure, coccolandolo da lontano e sperando sempre un giorno nel suo ritorno.

Eccolo quel momento tentatore. Arrivato poco dopo cena, quando la notizia della risoluzione di contratto con il Parma era ufficiale, mentre Antonio aspettava le prime offerte e pianificava comunque qualche giorno di spina staccata. "Torneresti a Bari?", la domanda di un dirigente deciso a regalare un sogno a chi non ha paura di illudersi. "Fatemi pensare, voglio aspettare qualche giorno, datemi tempo. Nel caso, prendete pure il mio amico Lodi con me?", perché Cassano si affeziona a chi gli regala sincerità e Ciccio lo ha appoggiato con affetto in questi giorni di riflessioni e tormenti. Parma infatti barcolla, presto tutta la squadra comunque manderà un segnale forte, aspettando forse il 15 febbraio (giorno limite per pagare altri stipendi) per ufficializzare scelte e decisioni prese nelle ultime ore.

Lui, Antonio Cassano, ama essere il primo e odia le ipocrisie, così ha agito d'istinto e detto basta subito, lasciando un anno e mezzo di contratto (circa 4 milioni) a chi non ha ancora pagato 6 mesi di stipendi, quasi uno schiaffo morale. Taci forse risponderà presto con un comunicato per spiegare la sua posizione, ma il tempo delle parole è finito dalla parti del Tardini. Ora servono i fatti. I soldi. Quelli che non conteranno nella scelta di Cassano, almeno quella legata a Bari. Là dove si può ancora vivere di sogni, rivedendo un gol di quel ragazzino in tv e aumentando il battito di tanti cuori nostalgici.

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