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04 giugno 2015

Alla scoperta dei Boateng, da Wedding al calcio che conta

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LE IDI DI MARZIO. Gianluca Di Marzio visita il quartiere di Berlino che ha visto nascere e tirare i primi calci al pallone il difensore del Bayern Jerome e l'ex milanista Kevin Prince. Vita non facile, ma loro "ce l'hanno fatta", recita un murales

di Gianluca Di Marzio
Lui al Barcellona ha già segnato, due volte. Proprio con Allegri allenatore. Ma questa partita non la giocherà, pur essendo spettatore interessato. Berlino è infatti la città di Kevin Prince Boateng, qui sono nati anche i suoi fratelli Jerome (difensore del Bayern e della Germania) e George: c'è persino un murales che raffigura i loro volti su un palazzo della città. Siamo a Wedding, "loro sono cresciuti sulla strada e ce l'hanno fatta", recita la scritta in tedesco che simboleggia il trionfo di famiglia. Perché nascere e vivere in questo quartiere di Berlino non è facile. Mille razze diverse, criminali nascosti in ogni angolo, un vero e proprio ghetto che adesso si sta civilizzando piano piano. Il governo vorrebbe farla diventare l'area del futuro, ci sono costruzioni dovunque, i lavori sono ancora in corso. Ma la pericolosità resta alta, molto. Meglio venire accompagnati per passeggiare in queste strade, soprattutto nel quartiere dov'è nato Kevin.

Il filo conduttore con l'Italia era già nel destino, legato ad una via, la "Turiner Strasse", dedicata a Torino (un segnale per la Juve?) e distante pochi metri dalla casa dove ha abitato l'ex milanista da piccolo con il fratello George. Lui giocava anche bene ma si è dedicato poi alla musica: fa il rapper, proprio la settimana scorsa ha girato un video insieme a Prince e Jerome nel campo di asfalto chiamato "panke" dove insieme da piccoli sognavano di diventare campioni. Di fronte a questo recinto con le reti bucate e le aree di rigore disegnate con i pennarelli, c'è una biblioteca mobile, ambulante. Mai vista prima una così in vita mia. Un segnale comunque importante per chi vuole studiare anche in condizioni meno agiate. Boa è nato al civico numero 10, quello che usava al Milan, il piano è il secondo. Oggi ci sono dei fiori secchi fuori dalle finestre e odore di ruggine nel piccolo atrio del palazzo. Di fronte c'è una chiesa che ha dato il nome anche al campetto dove Kevin Prince ha iniziato, il "Nazareth". Un papà si mette in porta per far tirare i suoi figli: non ha i guanti, usa le maniche del maglione per proteggersi le mani, sogna magari che uno dei due eredi possa fare il calciatore e non finire in brutti giri. In pochi ce l'hanno fatta, a Berlino. Ecco perché i fratelli Boateng sono considerati un simbolo. E quando tornano qui, mangiano Kebab in mezzo alla strada con gli altri ragazzi del quartiere: lo chiamano döner, è da provare. Per sentirsi come loro.

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