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23 luglio 2016

Juve-Higuain: campioni si nasce, leader si diventa

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L'EDITORIALE. L'attaccante ha scelto i bianconeri: poter scegliere è un suo diritto, ma per i napoletani resta un comportamento inaccettabile. Ad Allegri serviranno i suoi gol, non la sua leadership: per quella c'è già Buffon

di Massimo Corcione

Campioni si nasce, leader si diventa. Gonzalo Higuain ha scelto di cedere al corteggiamento della Juventus che ora sarà obbligata a versare a De Laurentiis l’intera clausola rescissoria, a meno di accordi con il Napoli al momento esclusi e non prevedibili. Poter scegliere è un suo diritto, come suo diritto è pensare alla propria carriera. Ma il diritto si ferma qui, tutto il resto è tentativo di giustificare un comportamento personale che per i napoletani accresce solo l’elenco dei calciatori etichettati Core ‘ngrato. Aperto da José Altafini, passato anche lui dal Napoli alla Juve, come successe poi a Quagliarella. Nessuno di loro era un leader, a Quagliarella non fu neppure concesso il tempo; Higuain forse avrebbe potuto diventarlo. Il giro di campo nel giorno del record aveva illuso, ma quella sera si festeggiava un suo trionfo (difficilmente superabile), non quello della squadra. A Torino, alla Juventus servono i suoi gol, non la sua leadership; per quella Allegri ha Buffon, poi il principe Marchisio e i trascinatori Bonucci e Chiellini. Gli chiederanno solo di segnare, non altro. E Higuain, magari, si sentirà addirittura più leggero. Non più libero. 

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