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08 maggio 2010

Oggi il via del 93° Giro d'Italia. Attenzione al gregario

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Cunego in maglia rosa davanti a Simoni

Un tempo il gregario si muoveva in penombra e viveva di luce riflessa, ora qualcosa è cambiato. Se c'è l'occasione non ci pensa due volte a superare il capitano, come Cunego con Simoni nel 2004. Alle 14 la prima tappa, Wiggins (Team SKY) punta la "Rosa"

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Una volta si chiamavano Carrea e Milano oppure Corrieri, gente tosta che per i loro grandi capitani (Coppi per i primi due, Bartali per l'altro) erano disposti a tutto. L'ultimo dei grandi pedalatori senza volto, il belga Wim Vansevenant, ha chiuso la sua carriera nel 2008 a quasi 37 anni, meritandosi il titolo non certo lusinghiero di "ciclista più scarso della storia" (una sola tappa vinta e due volte ultimo al Tour). Eppure nella sua carriera ha pedalato per capitani del calibro di Van Petegem, McEwen e Evans.

Muoversi in penombra, vivere di luce riflessa: una volta il gregario era soltanto questo e quando e per vincere bisognava avere il 'permesso' del capitano. Adesso qualcosa è cambiato, forse l'unica costante è la borraccia con l'acqua sempre pronta. Ma se capita l'occasione per mettersi in mostra qualche volta anche il gregario non ci pensa su due volte. A costo di fare infuriare il capitano, come avvenne qualche anno fa tra Cunego, giovane allora rampante, e Simoni. Al Giro 2004 Cunego vedendo che poteva vincere la classifica decise di correre in proprio. E alla fine vinse davvero, facendo infuriare il capitano. Altre volte avviene l'inverso: che un capitano diventi gregario, come avvenne a Savoldelli, nel 2005 dopo aver vinto il Giro al Tour fece il gregario di Armstrong, e senza fare storie.

Quanto si mette in tasca un gregario al Giro? "Io lo faccio dal 2005, l'anno scorso ho guadagnato 8 mila euro, ma è stato un caso eccezionale. Nelle precedenti stagioni sono arrivato a prendere anche 1.800 euro in tutto" dice Marco Pinotti, campione italiano a cronometro e unico italiano della Htc-Columbia. I guadagni del Giro dipendono tutti dai risultati: un team medio può intascarsi dai 250 ai 350 mila euro lordi, i big arrivano ai 400-500 mila. In questo Giro Pinotti farà il gregario di Greipel, "ma voglio ritagliarmi anche io degli spazi, a partire dalla crono di domani. Il nostro - aggiunge - è un lavoro precario per eccellenza. Un anno guadagni e l'anno dopo fai fatica ad aver un contratto. All'opposto del posto fisso". A 34 anni lui sa di essere ormai alle ultime stagioni ("voglio arrivare alle Olimpiadi di Londra"). E il futuro? "Mi piace scrivere, ho anche una rubrica sul Giro per l'Eco di Bergamo". E dire che è laureato in ingegneria gestionale.

"La figura del gregario viene sempre più a mancare - conferma Marco Frapporti, 25enne bresciano della Colnago - Son pochi che si sacrificano davvero. Ognuno pensa di più a se stesso, e non c'è più il gioco di squadra come una volta. Anche perchè non ci sono più direttore sportivi di polso. Portare l'acqua è normale, ma io mi alleno come un corridore che deve comunque fare la sua corsa. Per arrivare più lontano possibile...".

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