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11 maggio 2010

Giro, oggi la cronosquadre da Savigliano a Cuneo

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La maglia rosa Vinokourov stappa lo champagne: oggi si riparte in Italia

Il leader Vinokourov: "Ero venuto al Giro d'Italia per vestire la maglia rosa almeno un giorno...". Oggi c'è la cronometro a squadre Savigliano-Cuneo, di 33 km. I team hanno lasciato l'Olanda e si sono trasferiti in Italia. GUARDA LE FOTO

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"Ero venuto al Giro d'Italia per vestire la maglia rosa almeno un giorno. Era una maglia che mancava alla mia collezione". Per questione di centesimi Alexandre Vinokourov - già vincitore della Vuelta e maglia gialla al Tour - è il nuovo leader della corsa, tra lui e l'australiano Richie Porte ci sono però solo 18 centesimi di secondo. Il Giro è ancora alle prime schermaglie, ha cambiato ancora una volta padrone. E forse non è ancora finita qui, visto che mercoledì c'è la cronometro a squadre di Savigliano-Cuneo, 33 km. I team lasciano così l'Olanda e si trasferiscono in Italia, oggi primo dei due giorni di riposo.

"Le tappe olandesi sono state difficili - l'analisi del kazako dell'Astana - ma non è una sorpresa per me. Adesso c'è la cronosquadre, i distacchi sono minimi e non so se riuscirò a conservare la maglia rosa. Ma sono fiducioso, noi abbiamo una squadra molto forte".

Alla gioia contenuta di Vinokourov fa da contraltare invece la rabbia di Cadel Evans che ieri al traguardo era una furia e se l'è presa perfino con un cameraman per la caduta di Wiggins che gli ha fatto perdere contatto con i primi. "E' molto frustrante - ha detto - ero davanti. Non ero nemmeno preoccupato perché non c'era vento, non andavamo nemmeno tanto forte. Quello che è successo a 20 km dall'arrivo è una cosa che non mi aspettavo. All'arrivo c'è stato un problema stupido con un giornalista e ho perso la pazienza. Sono rimasto isolato ed era molto irritante ritrovarmi da solo, se avessi forato cosa avrei fatto? Bisogna fare di tutto per evitare le cadute ma quando ce ne sono cinque davanti a te... Ho fatto tutto bene, sono rimasto davanti per 200 km, un incidente così è molto frustrante. Non so perché è avvenuto. Ma i 43 secondi che adesso ho di ritardo non mettono a repentaglio il mio Giro, ma correre così è davvero pericoloso, specie con questo vento".

Cosa di cui invece sembra non aver risentito Vinokourov: "Lui è forte con il vento e poi ha la squadra che lavora bene. I miei rivali?  Sono sempre gli stessi: Vinokourov, Sastre ed Basso. E poi Scarponi e forse anche Garzelli". "Anche questa e' stata una tappa pericolosa e nervosa - gli fa eco Carlos Sastre - per fortuna non sono caduto. Ho fatto il massimo, la squadra è con me". In classifica ha 1'40" da Vinokourov ma il distacco non lo preoccupa: "Il Giro non è mica finito, ci sono ancora 18 giorni. Non sono preoccupato, davanti c'è tanta montagna e io sono ancora in corsa. Non ho iniziato come volevo ma non è andata male".

Sacha Modolo si preparava allo sprint quando è caduto nel finale con Pinotti. "Peccato che sono caduto - dice - e mi dispiace perché stavo bene. Ironia della sorte c'era chi diceva chi non fa le classiche non è capace di andare in bici. Fatalità: è caduto uno di quelli che parlava... Queste sono le gare, facile giudicare. Cadere è come andare all'autoscontro nelle giostre, fa parte del gioco".

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