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20 maggio 2010

Giro, Porte e gli "Aussie": noi, quelli del ciclismo pulito

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Richie Porte, australiano della Saxo Bank, baciato dalle miss

Alla scoperta della nuova maglia rosa: "E' la prima volta che vengo al Giro, la strada per Verona è ancora lunga. Ma noi australiani siamo gli alfieri di uno sport pulito". Oggi Città Sant'Angelo-Porto Recanati, di 206 km. GUARDA LA FOTOGALLERY

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"C'era il tipico tempo della Tasmania. C'erano le stesse condizioni schifose del mio paese". Piove sul Giro e  gli australiani si trovano a meraviglia. Soprattutto quelli della Tasmania. L'altro giorno ha vinto Matthew Harley Goss, ieri la soddisfazione più grande - indossare la maglia rosa - tocca al suo amico Richie Porte. Fino a ieri l'altro l'australiano della Saxo Bank era maglia bianca (oggi la indosserà il croato Kiserlovski), da ieri è invece maglia rosa grazie alla maxi-fuga in cui è finito insieme con Carlos Sastre.

"E' stata una giornata da Tasmania, paese in cui pedalo molto spesso in condizioni difficili. E' un Giro questo sempre più all'anglosassone. "Continueranno a esserci cambiamenti positivi nel ciclismo mondiale - continua Porte -. L'Australia sta emergendo e per me non è affatto una sorpresa. Il ciclismo sta prendendo una strada più pulita". Porte è un ragazzo di 25 anni con i piedi per terra. "E' la prima volta che vengo al Giro, la strada per Verona è ancora lunga. La mia squadra sta facendo un lavoro incredibile, finora è stata un po' sottovalutata ma finora ha animato la corsa. Lotterò per tenere questa maglia più a lungo possibile".

Nella tappa dell'Aquila tanti i campioni abruzzesi che non hanno fatto mancare il loro apporto morale, salendo sul podio a premiare i vincitori: oltre a Jarno Trulli c'erano infatti anche i rugbisti Maurizio Zaffiri e Dario Pallotta. La gioia di Porte fa il paio con quella di Evgeni Petrov, 32enne di un piccolo paese della Siberia: "E' dal 2002 in maglia Mapei che non vinco. Mi sono ritrovato al successo solo adesso perchè normalmente aiuto i capitani. Per questo non arrivo primo. In questo Giro ci avevo già provato, quindi ci sta che oggi abbia trovato la fuga giusta. Gli uomini di classifica oggi hanno subito fatto capire che la fuga sarebbe potuta andare via". A fine corsa ha urlato la sua dedica alla moglie: "Non è facile per lei stare in Italia. Anna ha poche amiche, è difficile per le donne, tra ritiri e corse sta spesso sola a casa. E' andata bene e mi ripaga dei sacrifici. Anche mia moglie sarà contenta". E anche il suo Paese: "Il ciclismo russo sta rinascendo".

Oggi dodicesima tappa, Città Sant'Angelo-Porto Recanati, di 206 km. Il Giro d'Italia entra nelle Marche. Una giornata, sulla carta almeno, da ruote veloci. Staremo a vedere.

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