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28 maggio 2010

Giro, il giorno della verità: c'è il Mortirolo da scalare

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Ivan Basso e Cadel Evans sulle rampe dello Zoncolan, tappa vinta dal varesino

La tenacia di Ivan Basso contro la solidità di David Arroyo e l'esperienza di Cadel Evans. Così si riassume la corsa, giunta all'ultimo weekend con la Brescia-Aprica oggi (195 km) e la Bormio-Ponte di Legno sabato (178 km). Se non nevica... GUARDA LE FOTO

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La tenacia di Ivan Basso contro la solidità di David Arroyo e l'esperienza di Cadel Evans. Il Giro 2010 sembra ormai una partita a poker. Non c'è più tempo per i bluff, le tattiche, adesso si gioca solo per vincere, non importa come. Lassù sul Mortirolo oggi e sabato sul Gavia, dove si sono decisi tanti corse rosa, il varesino aspetta e spera che sia di nuovo il suo Giro, per rifarsi di due anni vissuti con il senso di colpa e senza bici. Come lo fu nel 2006, ma questa è tutta un'altra storia.

In una Brescia che è un misto di gioia e tristezza parte dunque l'ultima volata verso l'ultimo traguardo. Oggi in città calerà il lutto per l'anniversario della strage di Piazza della Loggia di 36 anni fa. Il ciclismo parte per il suo ultimo viaggio. Un percorso aspro, quello che aspetta una carovana già provata da settimane di sforzi estremi e dalle bizzarrie atmosferiche. E l'ultimo scherzo meteorologico non poteva mancare. A tenere con il fiato sospeso i corridori e gli organizzatori c'è il Gavia, un monumento di oltre 2.600 metri. Si prevede neve e gelo, il rischio più grosso non è tanto nella salita, quanto nella discesa. E l'ipotesi di un cambiamento di programma prende corpo con variazioni sul Santa Cristina Valfurva e ritorno al Mortirolo, ma dal versante opposto rispetto a oggi. Domani si vedrà.

Oggi si torna a fare sul serio. Arroyo, Basso ed Evans sono racchiusi in un fazzoletto (2'27" il vantaggio sul varesino, 3'09" sul campione del mondo). In mezzo c'è il quarto incomodo, l'australiano Porte. A lui non pensa nessuno. Sarà anche una lotta di alleanze, e Basso il suo Sancho Panza ce l'ha in Nibali. Sperando di non dover lottare pure lui contro i mulini a vento.

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