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31 maggio 2010

Giro, Basso: la mia è una storia che può insegnare molto

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La passerella di Ivan Basso all'Arena di Verona: ora si pensa al Tour

Parla il vincitore: "E' stato un Giro stupendo, con un percorso spettacolare. E' importante sapersi rialzare e ripartire, la mia è una storia molto particolare che può dare messaggi importanti". Adesso si pensa al Tour e a Contador. GUARDA LE FOTO

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"E' stata una giornata fantastica per me, adesso bisogna lentamente concentrarsi perché tra poche settimane inizierà il Tour e non c'è molto tempo per i festeggiamenti". Queste le parole di Ivan Basso, vincitore del Giro d'Italia, nel corso del suo intervento a Radio Anch'io Lo sport su Radio Uno.

"E' stato un Giro stupendo, con un percorso spettacolare e dove il pubblico è stato presente tutti i giorni. Noi atleti abbiamo onorato la corsa con un agonismo incredibile dal primo all'ultimo giorno". Con questo successo Ivan Basso si è messo alle spalle il momento più buio della sua carriera dopo la squalifica di due anni in seguito alla maxi inchiesta sul doping della guardia civil spagnola, conosciuta come Operacion puerto.

"E' importante sapersi rialzare e ripartire. Ho avuto un momento difficile della mia vita privata e professionale ma è stato importante come sono riuscito a ripartire. Nella vita tutti devono rialzarsi da situazioni difficili e la mia è una storia molto particolare che può dare messaggi importanti, discorso delle vittorie a parte. Rammarico per il tempo perduto dopo la squalifica? Non serve pensare a quello che è accaduto, è quella la chiave del successo. Io ho cercato di mettere un punto e ripartire da zero".

Basso elogia Nibali, suo compagno di squadra alla Liquigas-Doimo, classificatosi al terzo posto: "Voglio bene a Vincenzo, non sono parole di cortesia. E' un ragazzo dal cuore grande che ha un futuro più che bello davanti a sè. Ha avuto una crescita notevole e a mio parere è l'atleta che nei prossimi anni riuscirà a tenere alto il nome dell'Italia". Al tour ci sarà da battere un avversario fortissimo, ovvero Alberto Contador, lo spagnolo dell'Astana, vincitore di Giro, Tour e Vuelta. "E' un fuoriclasse, non è solo un campione, un atleta così nasce ogni 50 anni. Ha vinto tutte le corse a tappe che ha fatto, io vado al Tour con ambizione e una sicurezza maggiore, ma lui ha dimostrato di avere una netta superiorità. Non si parte battuti ma con la convinzione di far bene. Mi presenter con una squadra forte, come quella che mi ha supportato al Giro, e faremo di tutto per contrastarlo. Se ci può essere un dualismo italiano? Speriamo che più che dualismo ci possa essere una vittoria a testa per me e Nibali".

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