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20 luglio 2010

Contador, guarda e impara dai Signori del pedale

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cic

Alberto Contador, protagonista ieri di un episodio che ha sollevato polemiche al Tour

L'attacco dello spagnolo ad Andy Schleck ha suscitato polemiche. A molti la situazione di ieri ha ricordato quella di Luz Ardiden del 2003, quando Armstrong cadde e Ullrich, l'eterno rivale, intravide la possibilità di vincere il Tour... GUARDA I VIDEO

di Matteo Veronese

L'attacco di Contador alla maglia gialla in difficoltà per problemi meccanici sull'ultima salita della quindicesima tappa del Tour 2010 ha fatto storcere il naso, e non poco, a una buona fetta di appassionati della bicicletta. In uno sport che, più di altri, conosce e celebra la fatica e la sfida, sono spesso gli stessi corridori a riconoscere le situazioni in cui attaccare un rivale e quelle in cui si devono mettere davanti alla fame di gloria i valori dello sport che si pratica.

Cosa che, evidentemente, è sfuggita ieri ad Alberto Contador. Due volte, almeno. La prima, quando ha attaccato la maglia gialla ferma per un problema meccanico poche decine di metri davanti a lui. La seconda poco più tardi quando, rispondendo alle domande dei cronisti, ha detto di non essersi accorto del problema di Andy e di essere stato avvisato troppo tardi. Eppure chiunque metta piede su una bicicletta, corra e addirittura vinca un Tour de France, dovrebbe avere tra i propri punti di riferimento Lance Armstrong, vincitore di ben 7 Grande Boucle, e Jan Ullrich, suo grande rivale negli anni 2000 alla corsa a tappe francese. Proprio loro due, assieme a Tyler Hamilton, sono stati i protagonisti di uno dei momenti di più alto "fair-play" di questa corsa. Salita di Luz Ardiden, Tour del 2003, ultima settimana: il cowboy texano veste, come da copione in quegli anni, la maglia gialla, mentre il  tedesco lo segue in classifica a una quarantina di secondi. Iban Mayo, scalatore basco, attacca a pochi chilometri dalla vetta seguito da Armstrong e da un Ullrich non brillantissimo. Il re del Tour prova ad allungare ancora ma il manubrio della bici impatta contro un cappellino (giallo, ironia della sorte) sporto in avanti da un tifoso: Armstrong e Mayo cadono, Ullrich riesce a schivarli e prosegue, voltandosi di tanto in tanto. E' in quel momento che "l'eterno secondo", pur intravedendo la possibilità di interrompere il dominio dell'americano che durava già da 4 anni, decide di fare un passo indietro. Con Hamilton, che nel frattempo lo ha raggiunto assieme ad altri corridori, ordina a chiari gesti al gruppetto di testa di non attaccare, aspettando Lance e lasciando, di fatto, chiudere la porta del possibile trionfo. Armstrong vincerà poi la tappa grazie ad uno spettacolare attacco e farà suo il Tour con 61" proprio su Ullrich che però, persa la corsa, guadagnerà il rispetto del texano di ghiaccio e di molti appassionati di ciclismo, oltre al riconoscimento di Sportivo tedesco dell'Anno. Ieri, a Port de Balés, il gesto di Ullrich è tornato in mente a molti, ma non a tutti.

Con cinque tappe da disputare può succedere ancora di tutto. Contador vincerà il Tour per un secondo, per dieci minuti, oppure lo perderà a vantaggio proprio di Andy Schleck. Di certo oggi, nella tappa che parte da Bagnères-de-Luchon per arrivare a Pau e in cui si scaleranno nell'ordine il Col de Peyresourde, il Col d'Aspin, il Tourmalet e il Col d'Aubisque, vestirà la maglia gialla. Un po' meno gialla del solito...

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