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20 luglio 2010

Doping, Petacchi indagato a Padova: sono innocente

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Alessandro Petacchi è indagato per utilizzo di sostanze e pratiche vietate

Lo spezzino si difende: "Dimostrerò la mia totale estraneità alla vicenda". Oltre al suo, ci sono i nomi di altri 2 ciclisti tra le persone segnalate dalla Gdf alla Procura veneta per uso di sostanze proibite. La Lampre non lo scarica

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Pensava di essersi messo alle spalle i guai, la squalifica, i sospetti, convinto di godersi un finale di carriera sotto la stella migliore. Dopo un 2010 scoppiettante e due tappe del Tour vinte da campione, Alessandro Petacchi deve fare i conti con nuovi guai: l'ombra del doping si abbatte ancora sul corridore della Lampre, investito in piena corsa francese dall'inchiesta della Procura di Padova che lo ha iscritto nel registro degli indagati con un'accusa di reato grave: uso di sostanze e pratiche vietate.

Il velocista spezzino, che si è presentato regolarmente al via del tappone pirenaico della Grand Boucle, si è detto "certo di poter fornire tutti gli elementi a dimostrazione della sua totale estraneità alla vicenda". Chiarirà tutto col pm incaricato dell'inchiesta appena sarà concluso il Tour, ma l'amarezza resta, perché quello in cui ripiomba ora è un altro incubo: Petacchi ha già scontato un anno di stop per la positività al salbutamolo (sotto accusa le dosi massicce di Ventolin, lo spray per asmatici) riscontrata nella frazione del 23 maggio 2007. Una squalifica arrivata dal Tas di Losanna dopo che la Disciplinare della federciclo lo aveva assolto con formula piena perchè il farmaco era stato usato a fini terapeutici: era il 24 luglio 2007 e Alejet aveva pianto di gioia, definendo quella la sua "volata più bella". Ma poi era arrivato il ribaltone del tribunale arbitrale: dodici mesi di stop così come richiesto dalla Procura del Coni che aveva fatto ricorso alla sentenza di assoluzione. Un tunnel dal quale Petacchi era uscito, tornando alle competizioni, festeggiate anche con la nascita del piccolo Ale jr.

Ora l'inchiesta penale padovana a cui farà con ogni probabilità seguito quella sportiva: il Coni ha fatto sapere che sono "in corso approfondimenti" vista la complessità del caso che tirerebbe in ballo altri due professionisti. E il rischio di radiazione per recidività."Mi dispiace per tutta questa vicenda e per la mia  squadra, che non c'entra niente. Spero che non mi manderanno a casa, perché‚ sto faticando tanto, ho fatto tanto per vincere le due tappe e  per questa maglia verde" le parole del corridore al via della tappa che porta al Tourmalet.

Intanto la Lampre, che aveva accolto Petacchi nella sua famiglia proprio dopo il rientro alle gare, non scarica l'atleta: "Constatata la piena volontà del corridore di chiarire la propria posizione e di collaborare con gli organi giudiziari competenti per dimostrare la completa estraneità alla vicenda, accorda la propria fiducia a Petacchi, rimanendo comunque in attesa di ulteriori eventuali sviluppi". "Non si può mai stare tranquilli" ha detto Ale-jet attingendo a tutta la saggezza popolare: certo e' che se fossero confermate le accuse (stavolta le sostanze proibite di cui si parla perché sequestrate nel corso di perquisizioni di case di atleti, sono ben più pesanti del salbutamolo, perché si tratta di albumina umana e pfc con effetti analoghi all'epo) per Petacchi, 36 anni, questo non sarebbe un altro capitolo nero di una carriera costellata di vittorie. Ma il più triste fine corsa.

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