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14 ottobre 2010

Gran Piemonte, i fuggitivi sbagliano strada: vince Gilbert

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Il belga Philippe Gilbert ha vinto il Giro del Piemonte, bissando il successo del 2009 (foto Getty)

Secondo successo consecutivo per il belga della Omega Pharma-Lotto, che si è imposto su Bertagnolli e Breschel (argento mondiale). Pozzato ancora quarto. A 30 km dal traguardo gli uomini in fuga prendono la strada sbagliata e dilapidano il vantaggio

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Il belga Philippe Gilbert si è aggiudicato il 96/o Gran Piemonte di ciclismo, che si è corso sul percorso di 194 chilometri tra Cossato (Biella) e Cherasco (Cuneo). Il capitano della Omega Pharma-Lotto ha preceduto Leonardo Bertagnolli e il danese Matti Breschel, argento ai Mondiali australiani di due settimane fa. Quarto Filippo Pozzato, che ha replicato così il piazzamento di Geelong, mentre in gruppo era presente anche il neo campione iridato, il norvegese Thor Hushovd.

Per Gilbert si tratta del secondo successo consecutivo alla classica piemontese, dopo quello del 2009. Il belga ha risolto la corsa con un assolo all'ultimo chilometro, dopo che la sua squadra era riuscita ad annullare la fuga della coppia Dyachenko-Gusev, capace di accumulare un vantaggio di undici secondi a due chilometri dal traguardo. Nella fase decisiva della corsa, a circa trenta chilometri dal traguardo e prima del circuito finale di Cherasco, c'è stato un incredibile colpo di scena con un gruppo di fuggitivi formato da Solari, Pujol, Gallopin, Colbrelli, De Marchi e Favilli che hanno imboccato l'uscita sbagliata in discesa, all'interno di una rotonda, dilapidando tutto il vantaggio acquisito e prendendo una strada non inserita nel percorso. Quando se ne sono accorti il gruppo era già transitato.

"Ho rotto la bici prima della penultima salita - racconta Filippo Pozzato - e sono rimasto dietro. Sono rientrato bene poi, nel finale, non avevo una grandissima gamba. Comunque Gilbert ha dimostrato di essere superiore a tutti in questo momento". Sulla stagione che si conclude, Pozzato dice: "Ho raccolto forse poco, ma ho avuto anche un po' di sfortuna: alle classiche stavo bene e mi sono ammalato. L'importante è però aver dimostrato di essere sempre competitivo e al Mondiale ho capito quali sono le mie potenzialità".

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