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09 febbraio 2011

Il ciclismo contro Riccò: "Ci ha già creato troppi danni"

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Un'immagine di Riccardo Riccò, nel 2008, presso il laboratorio antidoping del Coni a Roma (Getty Images)

Dal presidente federale Di Rocco ai corridori impegnati in Qatar è un coro unanime di critiche. Pozzato amaro: "Ha fatto del nostro sport un sinonimo di doping". Intanto i medici dell'Ospedale di Modena hanno sciolto la prognosi

Mentre la direzione dell'Ospedale Sant'Agostino di Modena, nel suo bollettino medico, ha confermato che le condizioni generali di Riccardo Riccò continuano a migliorare e hanno sciolto la prognosi ("Il paziente - si legge nel bollettino - ha trascorso una notte tranquilla e i medici hanno deciso di sciogliere la prognosi"), dopo la durissima presa di posizione del presidente della Federciclismo Di Rocco ("Per il bene suo e nostro, lasci lo sport", aveva detto), anche fra i colleghi del ciclista emiliano monta la polemica nei confronti del Cobra di Formigine, ricoverato da domenica a Modena dopo un malore dovuto ad una autotrasfusione. Dal Tour del Qatar montano dure critiche nei confronti di Riccardo Riccò. "C'è un limite a tutto. Riccardo l'ha ampiamente superato", ha spiegato il campione d'Italia Giovanni Visconti, dicendo di non essere "particolarmente stupito" per ciò che è successo.

"Ciao Riccardo, non ci mancherai", ha rincarato un altro ciclista italiano, Manuel Quinziato (Bmc), a margine della terza tappa del Giro del Qatar, riferendosi al rischio di radiazione a vita che pende sul modenese. "I danni che Riccò causa sul ciclismo sono enormi", ha detto invece Filippo Pozzato (Katusha). "Riccardo farà di nuovo del ciclismo un sinonimo di doping. E' terribile per il nostro sport. Bisogna farlo scendere dalla sella e mandarlo sulla luna", ha sottolineato da parte sua lo svizzero Fabian Cancellara. Eddy Merckx, storico campione del ciclismo, presente al Giro del Qatar, ha reagito alla vicenda Riccò con un silenzio e poi un lungo sospiro a dir poco eloquente.

Il belga Leif Hose dice di "non essere sorpreso" e spera che "il pubblico faccia la differenza tra questo caso eccezionale e la maggioranza dei corridori che svolgono lealmente il loro mestiere". Secondo il direttore sportivo di HTC-Highroad, Valerio Piva, Riccò è "malato" e "non merita più una seconda chance".

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