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09 maggio 2011

Morte al Giro, il dramma Weylandt: ciclismo sotto choc

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Wouter Weylandt, il ciclista belga morto durante la terza tappa del Giro d'Italia 2011 (Foto Ansa)

Un terribile schianto costa la vita al 26enne belga e fa sprofondare il Giro d'Italia nel dolore. A una ventina di chilometri dal traguardo di Rapallo, Weylandt ha perso il controllo della sua bici nella discesa del Passo del Bocco. I VIDEO E LE FOTO

Dramma al Giro, morto Weylandt - LA FOTOSEQUENZA DEI SOCCORSI

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Ciclismo tragico: una lunga sequenza di lutti

Giornata drammatica per il Giro d'Italia 2011. Terza tappa segnata dal tragico incidente che ha portato alla morte il corridore belga, originario di Gand, Wouter Weylandt. Correva per la Leopard-Trek. aveva 26 anni e a settembre sarebbe diventato papà per la prima volta. "La famiglia di Wouter Weylandt è troppo scossa per reagire", ha fatto sapere - secondo quanto si legge sui media belgi - Jef Van den Bosch, manager dell'atleta. Van den Bosch ha quindi lanciato un appello alla stampa perché in queste ore rispetti il dolore dei familiari e non li contatti. Nelle prossime ore, all'areoporto della Malpensa, arriverà la moglie di Weylandt accompagnata dal padre

Il Giro in lutto -
A parlare, in conferenza stampa, anche il patron del Giro, Angelo Zomagnan. Poche e sentite parole per ricordare Weylandt e il dramma che stanno vivendo in queste ore i suoi famigliari. Tutto il mondo dello sport ha espresso il proprio cordoglio, e il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha inviato un telegramma al presidente della federciclismo  belga, Tom Van Damme, per esprimere il cordoglio del Comitato olimpico italiano per la morte di Wouter Weylandt. Il 26enne corridore belga  del team Leopard Trek ha perso la vita oggi, dopo una drammatica  caduta nella terza tappa del Giro d'Italia.

Il Passo del Bocco, una discesa come tante altre -
La zona dell'incidente è un pezzo di paradiso naturalistico disegnato vicino alla Val d'Aveto, a cavallo tra le province di Parma e Genova, oltre 957 metri d'altezza che degradano con una pendenza del 5,5% verso il mare.  Lì dove scendi e ti lasci alle spalle la zona del parmense con le sue colline e gli altipiani, la carovana ha scollinato e ha cominciato a scendere in mezzo ad abeti e pini lungo una strada che porta a razzo verso il mare.

Strada bella e maledetta, ha una caratteristica: è formata da curve-tornanti molto brutte e semirettilinei con cambi di tracciato che possono ingannare. Curve 'tecniche', sporcate da sporgenze e rientranze, variazioni d'angolo, spigoli di case. La strada all'improvviso si allarga e si stringe mentre la vegetazione cambia. Cambiano i colori e l'intensita' della luce e cambia, soprattutto, la possibilità di modificare la traiettoria delle biciclette. Per questo è molto amata dai ciclisti, ma anche dai motociclisti, che tutti i giorni d'estate sfidano, sul Bocco, le trappole di un paradiso

Le prime ricostruzione dei fatti -
Potrebbe essere stata una lieve distrazione a originare l'incidente che ha portato alla morte Wouter Weylandt. Secondo una prima ricostruzione effettuata anche grazie alle testimonianze raccolte tra i colleghi del ciclista belga, in quel tratto della discesa sulla strada del Bocco i ciclisti stavano sfrecciando a circa 70-80 km/h. Weylandt si sarebbe voltato per vedere se qualcuno poteva dargli una mano a tirare il gruppo perdendo così l'assetto della bici che ha toccato il muretto con la ruota anteriore. Il ciclista è dunque caduto ad una velocità superiore ai 70 km/h sbattendo la testa prima sul muretto e poi sull'asfalto. Per effettuare una ricostruzione completa dell'accaduto, la Polstrada di Chiavari, incaricata dal sostituto procuratore Francesco Brancaccio della procura di Chiavari, ha sequestrato tutti i filmati della corsa.

I soccorsi - "L'intervento del 118 regionale è stato immediato, purtroppo, di fronte alle condizioni del ragazzo, non è servito a nulla". Lo afferma l'assessore alla Salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo, ricostruendo i momenti del soccorso al ciclista: "La telefonata è arrivata direttamente al centro di coordinamento di Rapallo, di cui facevano parte anche il 118 e i vigili del fuoco. Dal centro di Rapallo, alle 16,22, è partita subito l'allerta della centrale operativa all'ambulanza che si trovava in località Monte Moggio e dell'elicottero con a bordo un medico cardiologo e un infermiere già al corrente dell'incidente e pronti, in quanto stavano seguendo la diretta televisiva della corsa. Sette minuti dopo l'elicottero è decollato dalla base di Sestri Ponente e, con qualche difficoltà per via dei molti cavi aerei, è atterrato su un prato dove sono scesi i sanitari che hanno raggiunto il luogo dell'incidente, distante 300 metri. Il corridore gravemente ferito è stato immediatamente trattato dal rianimatore con le procedure previste in questi casi, anche se le condizioni di Weylandt apparivano gravissime".

L'inchiesta -
Il sostituto procuratore di Chiavari Francesco Brancaccio ha incaricato l'anatomopatologo Armando Mannucci di eseguire l'autopsia sul corpo del ciclista belga Wouter Weylandt, morto oggi in seguito a una caduta durante la terza tappa del Giro d'Italia. Mannucci, responsabile del Dipartimento di medicina legale dell'Asl4 Chiavari-Rapallo, si recherà martedì (10 maggio) in procura a ritirare l'incarico, nel quale sono stati esplicitati i quesiti utili per l'inchiesta.

FOTO:
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