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10 maggio 2011

Il Giro piange, oggi una tappa lenta dedicata a Weylandt

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Giornata di lutto e tristezza nella frazione che porta la carovana a Livorno da Quarto dei Mille. Sul traguardo dovrebbe arrivare per prima la Leopard, in parata. Ieri c'era stata la tentazione di interrompere il Giro per la morte del belga. VIDEO E FOTO

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Ciclismo tragico: una lunga sequenza di lutti

Per la tappa di oggi i corridori, d'accordo con la direzione di corsa, hanno deciso di percorrere i 216 km fino a Livorno ad andatura moderata. Ogni squadra si alternerà in testa al gruppo per una decina di chilometri, sul traguardo dovrebbe arrivare per prima la Leopard, in parata. "Oggi non si poteva fare la gara", ha commentato il team manger della Leopard, Brian Nygaard, mentre Roberto Amadio, della Liquigas ha sottolinetato che "con la neutralizzazione della tappa è come se la corsa si fermasse per onorare Weylandt. Stare in gara in questo modo significa rispettare il Giro e la sua gente".

Quanta tristezza al via - Occhi lucidi e tanta tristezza. Non è stata una partenza di tappa come le altre oggi a Genova. Un silenzio irreale aleggiava a Quarto dei Mille al via della quarta tappa della corsa rosa. Annullate le musiche e i festeggiamenti, scarso anche il pubblico. Il giorno dopo la tragedia di Weylandt tutta la carovana si è insomma stretta attorno al suo team, la Leopard, e alla famiglia dello sfortunato corridore belga. Il padre, arrivato ieri sera con la nuora incinta, questa mattina è andato all'obitorio di Lavagna per il riconoscimento del corpo del figlio, che di prima mattina è stato benedetto da un padre cappuccino. Al via della tappa il pullman della Leopard è stato transennato. E' stato vietato ai giornalisti di avvicinarsi, alcuni corridori di altre squadre sono arrivati alla spicciolata per un saluto ai compagni di Weylandt, tra questi anche la maglia rossa Millar. A salutare il team anche il ct azzurro Bettini e il direttore generale di Rcs, Michele Acquarone, che ha abbracciato uno per uno i corridori. Lo spagnolo Lastras della Mobistar ha espresso il suo cordoglio personale ai ciclisti della Leopard ed e' poi scoppiato a piangere.

Una tappa senza musica né festa -
Oggi al Giro sarà dunque una giornata di lutto, senza musiche e feste. "Lasceremo ai corridori la libera scelta di interpretare a loro volontà la tappa. Qualsiasi scelta faranno, noi la rispetteremo" aveva detto ieri sera in conferenza stampa il direttore Angelo Zomegnan. Possibile che i corridori decidano di fare la tappa da Quarto dei Mille a Livorno, di 216 km, a ritmo lento e magari con arrivo di gruppo. "I corridori del team Leopard taglieranno insieme il traguardo di Livorno per onorare la memoria di Wouter Weylandt" dice oggi Zomegnan a Sky Sport24. La quarta tappa della corsa rosa sarà insomma "neutralizzata" per la morte del ciclista belga del team Leopard. La squadra del corridore ha deciso ha deciso di continuare il Giro per onorarlo. Anche oggi, come già ieri al termine della terza tappa, è stato annullato il  cerimoniale.

I genitori di Wouter distrutti -
I familiari di Wouter Weylandt si sono intanto recati al Passo del Bocco, sul rettilineo dove ieri è morto il ciclista belga a 20 chilometri dal traguardo di tappa del Giro d'Italia. Con i genitori di Weylandt anche la sorella e la compagna del ciclista belga, Anne Sophie, con la madre. I genitori hanno deposto fiori nel luogo in cui è avvenuto l'impatto. Alla camera mortuaria dell'ospedale di Lavagna nel primo pomeriggio è previsto l'esame autoptico sul corpo del ciclista.

Campane a lutto verso Livorno - Le campane del santuario di Montenero e della chiesa di San Jacopo, a Livorno, suoneranno a lutto oggi, al passaggio dei corridori, durante la quarta tappa che si concluderà a Livorno, in ricordo di Wouter Weylandt. La decisione è stata presa dal Comune e dalla Diocesi di Livorno. I rintocchi a lutto verranno dalla campana maggiore del Santuario mariano dedicato alla Madonna delle Grazie di Montenero (patrona della Toscana) e le campane della chiesa di San Jacopo che si trova a fianco dell'Accademia Navale e a poche centinaia di metri dal traguardo della Terrazza Mascagni.

Denunciati imbrattatori della strada - Intanto nella notte la polizia ha identificato 11 livornesi tra i 25 ai 56 anni che stavano facendo scritte sull'asfalto nella frazione livornese di Castellaccio, in un tratto di salita che sarà interessato dalla tappa: oltre ad alcune scritte scherzose (tra queste il consueto campanilismo contro Pisa) ed altre in ricordo di Marco Pantani, gli agenti hanno trovato vergato con vernice bianca la falce e il martello e slogan inneggianti a 'Palestina libera', 'Viva lo sciopero precario', 'Berluska pezzo di m...' e all'Eta. Gli autori saranno denunciati per imbrattamento. 

La tentazione dello stop al Giro -
Ieri c'era stata perfino la tentazione di interrompere il Giro. "Abbiamo anche pensato che non valeva più la pena di continuare - ha detto il direttore generale di Rcs Sport, Michele Acquarone -, ma poi abbiamo parlato con i corridori e abbiamo capito che loro sono i primi a voler continuare per rendere omaggio a Wouter. Mercoledì riprenderemo la festa e i corridori ricominceranno con tutto l'entusiasmo possibile. Lo dobbiamo al nostro pubblico, ai corridori e soprattutto a Weylandt".

Dal medico le cause della morte -
Il medico del Giro d'Italia, Giovanni Tredici, aggiunge particolari raccapriccianti sulla condizioni in cui ha trovato Wouter Weylandt. "Aveva una frattura importante al frontale con perdita anche di sostanza cerebrale - spiega -. Io sono intervenuto venti, al massimo trenta secondi dopo la caduta, ero proprio dietro di lui. Abbiamo lasciato sfilare i corridori del gruppetto e siamo intervenuti. La rianimazione è durata 45 minuti, come da protocollo del 118. Ma si è visto subito che non c'erano speranze e lo stesso 118 ha constatato l'inutilità delle manovre di rianimazione, che comunque sono state condotte adeguatamente anche con esperti del settore. Ma, ripeto, la situazione era disperata, gravissima. Così non abbiamo nemmeno spostato il corpo".

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