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10 maggio 2011

L'autopsia: Weylandt è morto sul colpo. E non ha sofferto

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La famiglia di Weylandt esce dalla camera mortuaria (Getty)

Lo ha detto il medico legale Armando Mannucci al termine dell'esame sul corpo del ciclista belga morto ieri. Fatale è stata la proiezione sull'asfalto: trauma cranio-facciale mortale, profonde lesioni viscerali, frattura di una gamba. FOTO E VIDEO

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Wouter Weylandt è morto sul colpo e "non ha sofferto". Lo ha detto il medico legale Armando Mannucci al termine dell'autopsia sul corpo del ciclista belga morto ieri durante la terza tappa del Giro d'Italia a Rapallo. Secondo gli accertamenti medicolegali, le lesioni riscontrate sul cadavere sono compatibili con la ricostruzione dell'incidente fatta dalla polizia stradale.

Secondo il medico, fatale per il ciclista belga Wouter Weylandt è stata la proiezione del corpo sull'asfalto, che ha provocato un trauma cranio-facciale mortale, con lesioni alla base cranica, profonde lesioni viscerali oltre alla frattura di una gamba e lesioni al bacino. Il medico legale ha disposto gli esami tossicologici di routine inviando i campioni dei tessuti degli organi interni all'istituto di medicina legale di Genova. L'autopsia è durata due ore e mezzo.

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