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29 maggio 2011

Il pagellone del Giro: 10 al Matador ET, bravi gli "umani"

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Un ispiratissimo Alberto Contador, maglia rosa del Giro 2011, "uccide" la corsa

Lo spagnolo ha corso da padrone incontrastato. Alle sue spalle Scarponi (7,5 il voto) e Nibali (7) che hanno fatto quel che hanno potuto. Senza dimenticare Garzelli (7). Gadret (6,5) e Rujano (6,5) le grandi rivelazioni dopo 21 tappe durissime. LE FOTO

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Tutte le tappe del Giro 2011

FOTO: l'Album delle imprese a due ruote - E Milano si veste di rosa per Contador - La prima delle tappone dolomitiche con lo Zoncolan - Contador, trionfo a Nevegal con dedica a Tondo - Tiralongo vince a Macugnaga, ma il protagonista è Contador

CONTADOR 10 - sospetti doping a parte, ha fatto una corsa da autentico padrone. Non solo si è dimostrato nettamente il più forte. Ma perché ha dato spettacolo e ha perfino emozionato per altruismo. Ha regalato la vittoria al venezuelano Rujano sul Grossglockner e all'ex gregario Tiralongo, che non aveva mai vinto da professionista, a Macugnaga. I tifosi l'hanno talvolta fischiato, ma alla fine l'hanno tutti applaudito inchinandosi alla sua classe. Forse il miglior Contador di sempre, e uno dei piu' grandi campioni della storia del ciclismo.

SCARPONI 7,5 - Il migliore degli italiani, anzi: degli "umani" rispetto al marziano spagnolo. E' vero che non ha mai vinto - gli unici suoi podi il secondo posto di Montevergine e il terzo di Nevegal - ma è andato complessivamente meglio di Nibali in salita, ha retto in pianura, non ha comunque mai mollato da vero combattente, pagando anche, come sull"Etna, lo scotto della sua generosità. Tutto sommato un Giro più regolare del messinese della Liquigas.

NIBALI 7 - Contro un mostro come Contador c'era poco da fare, ma la sensazione è che alla possibilità di vincerlo, questo Giro, non ci abbia mai creduto fino in fondo. Sfortunato anche perché gli sono venuti a mancare gregari fondamentali (soprattutto Szmyd). Le sue tappe più belle rimangono quelle dello Zoncolan, con il terzo posto dieci secondi dietro a Contador, e la cronoscalata di Nevegal, secondo sempre dietro lo spagnolo. Si è sentita la mancanza al suo fianco di Ivan Basso.

GARZELLI 7 - A 37 anni lui che il Giro lo vinse ben undici anni fa riesce ancora a essere protagonista. Sognava di chiudere in bellezza vincendo la tappa più dura, quella del Gardeccia: ci ha provato con una lunga fuga solitaria, ma è stato beffato dallo spagnolo Nieve. Si è consolato passando per primo sulla Cima Coppi e soprattutto vincendo la maglia verde del migliore scalatore. Ma ha attaccato anche nella tappa di Macugnaga.

GADRET 6,5 - E' la grande sorpresa di questo Giro. In salita ha dimostrato di andare fortissimo, per molti ricorda un po' Pantani, di cui è sempre stato un grande ammiratore, sia per il suo modo di stare sui pedale ma anche all'aspetto. Viene dal cross e nelle tappe di montagna c'è sempre stato (terzo sul Grossglockner), ma quando serve si fa valere anche allo sprint, come ha dimostrato vincendo a Castelfidardo.

RUJANO 6,5 - Una furia in montagna, il più piccolo del gruppo (nella cronoscalata ha dovuto mettere una 'protesi' sulla bici perché troppo leggero). Grazie alla sua statura mignon (1,62) e soprattutto al suo peso piuma (appena 48 kg) il venezuelano ha sbalordito tutti per la sua agilità in salita. La sua impresa resta la vittoria sul Grossglockner, anche se deve dire grazie a Contador. Sfortunato invece sull'Etna, secondo dietro allo spagnolo anche per un problema meccanico.

KREUZIGER 6,5 - Il miglior giovane del Giro, la maglia bianca è sua. L'anno scorso alla Liquigas è poi passato all'Astana. Molto bravo in montagna il ceco si fa valere anche a cronometro. Come Gadret anche lui viene dal cross. E' già molto più di una promessa il 21enne colombiano Betancourt, il più giovane del Giro 2011. Bravi anche l'olandese Kruijswijk e l'americano Stetina. Le scommesse italiane invece sono Capecchi e Ulissi, che hanno vinto anche una tappa ciascuno.

MENCHOV 5
- Il russo è l'ombra del campione che due anni fa vinse il Giro. Mai in classifica si è messo in luce solo a sprazzi, come ieri nella tappa del Sestriere. Un campione logoro e ormai al tramonto, difficile comprendere perché la nuova Geox abbia punta su di lui e sullo spagnolo Carlos Sastre.

ARROYO-MACHADO 4,5 - Le più grandi delusioni di questo Giro. Lo spagnolo, secondo lo scorso anno dietro a Basso, ha fatto una corsa anonima senza nemmeno un podio. Lo stesso il portoghese. E dire che doveva essere il nome nuovo di questo Giro...

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