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24 maggio 2012

Uran: e arrivò la maglia bianca dopo un destino nero

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Il colombiano del Team Sky si è messo in mostra al Giro come miglior giovane. Perché la vita l'ha costretto a diventare grande in fretta: quando aveva 14 anni, suo padre venne ucciso in una faida di narcotrafficanti. E a Brescia, dove vive, è già un idolo

E' primo nella classifica dei giovani, ma la vita l'ha costretto a diventare grande in fretta. Rigoberto Uran all'età di 14 anni ha perso il padre, ucciso accidentalmente in una sparatoria tra narcotrafficanti nella sua Colombia. A 19 anni si è trasferito in Italia, è passato subito professionista saltando la categoria Under 23, ma al Giro di Germania 2007 di nuovo la sfortuna: brutta caduta, frattura di entrambi i gomiti e di un polso.

Un incidente che ne ha rallentato l'ascesa ma che gli ha permesso di coltivare meglio affetti e amicizie a Brescia, la sua seconda casa, lì dove il Team Sky ha trascorso l'ultimo giorno di riposo. Così in albergo è andato a trovarlo il suo fan club di Gavardo, paese sul Lago di Garda.

Il calore dei tifosi è servito: due giorni dopo sul passo Giau  è rimasto con i migliori e si è ripreso la maglia bianca di miglior giovane sfilandola all'amico, connazionale e compagno di squadra Henao. Ma soprattutto ora è quinto in classifica generale e punta al podio. Il miglior giovane che è dovuto crescere in fretta ora sogna in grande.

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